Dal punto di vista cristiano,
NÉ L’UNO NÉ L’ALTRO, perché nel
Cristianesimo vige un (o meglio: IL) PANENTEISMO TRINITARIO.
Qui, però, FINGERÒ che il
<<teismo classico>> coincida col Dio del Cristianesimo.
Pertanto, mi limiterò a riportare
le parti salienti, via via commentandole, di un articolo favorevole al Dio
non-teista, scritto da Martin
Thielen
(d’ora in poi: MT), <<pastore metodista in pensione, autore di
bestseller ed ex pastore di una mega-chiesa>>, reperibile al link: https://progressivechristianity.org/resource/the-god-i-do-believe-in-part-ii/ (Progressive Christianity),
per saggiare la consistenza del cosiddetto Dio non-teista.
Esso è intitolato: <<IL DIO IN CUI CREDO – PARTE II>> (15 dicembre 2025).
Scrive
MT:
<<La
maggior parte dei cristiani in tutto il mondo continua ad affermare la fede in
un Dio personale e onnipotente che si prende cura del mondo in modo provvidenziale,
interviene in modo soprannaturale, esaudisce le preghiere e compie miracoli. In
breve, la maggior parte delle persone di fede aderisce ancora al teismo
classico. E io rispetto chi sostiene questa visione storica ortodossa. L'ho
condivisa anch'io per molti anni, e ha soddisfatto molte esigenze importanti
della mia vita>>.
Mi
pare che la rappresentazione del Dio-teista disegnata da MT sia
piuttosto GROSSOLANA e del tutto IGNARA delle innumerevoli discussioni
teologiche presenti e passate. Dopo un simile ritratto del Dio teista ai
limiti del caricaturale, che MT ritiene coincidere (ERRANDO!) sostanzialmente con il Dio dei CRISTIANI, egli passa
a descrivere le ragioni che lo hanno spinto ad abbandonarlo in favore del Dio
non-teista.
MT:
<<Tuttavia,
per me (e per un numero crescente di altre persone), questi antichi concetti
teistici su Dio sono diventati impossibili da credere nel mondo moderno. Per
citare il compianto vescovo John Shelby Spong: "Il cuore non può adorare
ciò in cui la mente non può credere">>.
E
quale sarà quel Dio a cui <<la mente non può credere>>?
La
mente forse CONOSCE
già come Dio debba essere affinché possa credervi?
Ma,
qualora lo CONOSCESSE
già, che bisogno avrebbe di CREDERVI?
Insomma, la mente pretenderebbe, di volta in volta, un Dio ADEGUATO alle sue (della mente) capacità, e quindi un Dio ad IMMAGINE e SOMIGLIANZA della mente umana, un suo prodotto onde potersi rispecchiare e quindi, alla fine, identificarvisi.
In sostanza, l'ennesima riedizione della celebre promessa:
Eritis sicut Deus...
MT:
<<Dopo
decenni di dubbi, riflessioni, meditazioni e studi, non credo più nel Dio dei
dogmi del IV secolo o della teologia sistematica ortodossa. Il Dio in cui credo
è molto meno definibile e prevedibile. Invece di concepire Dio come una divinità
personale, simile all'uomo e soprannaturale, lo immagino come lo Spirito misterioso, creativo,
connettivo, evolutivo, intelligente, vitale, energetico e animatore
dell'universo. Certo, la mia visione potrebbe non essere corretta. Ma è qui che
mi trovo attualmente nel mio cammino spirituale. E non sono l'unico>>.
Ciò
presuppone ERRONEAMENTE
che il classico Dio-teista NON sia uno <<Spirito misterioso, creativo,
connettivo, evolutivo, intelligente, vitale, energetico e animatore
dell'universo>>, il che è ben lungi dal vero.
Lo
presuppone ERRONEAMENTE
sulla base di un’immagine di Dio distorta ed infantile della quale, indubbiamente, si sono purtroppo
resi responsabili troppi teologi/catechisti/predicatori…
D’altronde,
ove MT scrive: <<lo immagino
come […]>>, non sta forse dicendoci che il suo Dio sia fatto ad IMMAGINE, appunto, di
come EGLI lo IMMAGINA?
MT:
<<Affermare
un Dio non teistico richiede una grande dose di modestia teologica. Come mi
disse una volta un lettore di Doubter's Parish, affermare questa visione non
tradizionale di Dio è come "tuffarsi a dorso nell'inconoscibile". Con
questo modello nebuloso di Dio, la certezza e la chiarezza assolute non sono
possibili. Al contrario, regnano il mistero e l'ambiguità. Descrivere Dio come
Spirito, forza vitale ed energetica, mi ricorda un vecchio film intitolato
"Figli di un dio minore". Una scena toccante del film mostra
un uomo che ascolta con gioia musica classica. Una donna sorda gli chiede di
descrivere il suono della musica. Con il linguaggio dei segni e gesti
interpretativi, lui fa del suo meglio, ma alla fine si arrende e dice:
"Non posso". È impossibile descrivere a parole e con segni il suono
della musica. È altrettanto impossibile descrivere a parole o con immagini
l'aspetto di un Dio non soprannaturale e non teistico. Ed è proprio per questo
che mi affascina così tanto. Come disse Sant'Agostino: "Se lo capisci, non
è Dio". E come Mosè apprese presso un misterioso roveto ardente nel
deserto tanto tempo fa, non si può dare a Dio un nome che lo definisca e lo limiti,
rinchiuderlo in una scatola e addomesticarlo. Al contrario, lo Spirito che
anima la vita dell'universo si autodefinisce come "Io sono ciò che
sono". […] Mosè dona poi
agli Israeliti le tavole di pietra con i Dieci Comandamenti di Dio, ai quali si
deve obbedire fedelmente. Questa visione teistica tradizionale di un Dio
maschile e potente che ascolta le preghiere, compie miracoli ed esige
obbedienza è ancora oggi condivisa da un gran numero di credenti. Nata nel
1977, la saga cinematografica di Star Wars ha generato più di una dozzina di
film e altri spin-off. La saga di Star Wars è troppo complessa per essere
riassunta qui. Ma una costante nell'universo di Star Wars è la presenza della
"Forza", come nella frase "Che la Forza sia con te".
Tuttavia, la Forza non è una divinità tradizionale né una religione
organizzata. Il fenomeno di Star Wars può illustrare il crescente numero di
persone che abbracciano espressioni di fede non tradizionali. Per loro,
Dio non è un Padre celeste personale e soprannaturale, ma uno Spirito
vitale/energetico che permea l'universo. Chi condivide questa visione ha
abbandonato la credenza in un Dio teistico. Tuttavia, afferma ancora la fede in
una spiritualità che ricerca la bontà, l'amore e la giustizia nel mondo, e
desidera impegnarsi in questo nobile sforzo. In breve, io (insieme a molte
altre persone) sono passato da una concezione teistica di Dio, basata sui
Dieci Comandamenti, a un modello non teistico, ispirato a Star Wars.
Questo Dio non può essere racchiuso in uno schema predefinito e compreso
appieno. Al contrario, questa visione di Dio implica molta ambiguità e
incertezza>>.
Dopodiché,
MT passa ad enunciare i <<PUNTI DI FORZA DELLA TEOLOGIA NON TEISTICA
<<Ogni
modello teologico ha punti di forza e di debolezza. Questo vale certamente
anche per una concezione non teistica di Dio come forza vitale/energia. Ora ne
esaminerò alcuni. Da un lato, questa visione presenta molti aspetti positivi.
Innanzitutto, è credibile nell'era scientifica moderna. Per un numero crescente
di persone, credere in un Dio teistico tradizionale, personale, sovrumano e
interventista che controlla il mondo è come credere alla fatina dei denti, al
coniglietto pasquale e a Babbo Natale. Una visione non teistica, almeno per
molti, ha una sua validità intellettuale. Appare loro più reale, onesta e
autentica. Molti sostenitori di questa visione ne apprezzano lo spirito non
esclusivo. Un Dio non tradizionale non è limitato a una specifica tradizione
religiosa. Le persone non devono scegliere tra cristianesimo, ebraismo, islam, induismo,
buddismo o una fede più orientata all'umanesimo. Un Dio non teistico può "operare"
in qualsiasi tradizione religiosa o anche in nessuna. Come cristiano non
tradizionale che cerca comunque di seguire Gesù, per me funziona certamente. Si
potrebbero aggiungere molti altri aspetti positivi. Ad esempio, una visione non
teistica di Dio permette alle persone di lasciar andare la rabbia verso Dio per
non essere intervenuto provvidenzialmente per alleviare la sofferenza. Un Dio
non teistico non interviene e non può intervenire nel mondo. Non è questo ciò
che un Dio non teistico è o ciò che fa. Invece di essere un Dio interventista
"soprannaturale", un Dio non teistico è un Dio
"soprannaturale" che abita e anima il mondo naturale>>.
Quindi,
la domanda è:
DAVVERO
la <<visione non teistica di Dio è l'unica soluzione ragionevole che vedo al gigantesco problema
teologico della sofferenza>>?
Premesso
che la fede in Dio (teista o meno), NON si pone mai come una <<soluzione ragionevole al gigantesco
problema teologico della sofferenza>>, giacché Dio non offre SOLUZIONI TEORETICHE
bensì indicazioni per la vita (terrena ed eterna).
Ciò
detto, per rispondere alla suddetta domanda, bisogna ripercorrere i (reali o presunti)
<<PUNTI DI FORZA
DELLA TEOLOGIA NON TEISTICA>> ed i suoi <<molti aspetti
positivi>> elencati da MT.
Rivediamoli:
1)-
il Dio non-teista sarebbe <<credibile nell'era
scientifica moderna. Per un numero
crescente di persone, credere in un Dio teistico tradizionale, personale,
sovrumano e interventista che controlla il mondo è come credere alla fatina dei
denti, al coniglietto pasquale e a Babbo Natale>>.
Peccato
che una CREDIBILITÀ posta al traino della scienza moderna sia destinata a
CROLLARE allorquando la scienza MODIFICHERÀ le proprie teorie ed i propri
paradigmi…
Inoltre,
MT finora NON
ha precisato QUALI sarebbero i <<punti di forza>> intrinseci
all’esser non-PERSONALE, non-SOVRUMANO e non-INTERVENTISTA rispetto all’esser
PERSONALE, SOVRUMANO (che vorrà dire?) e INTERVENTISTA, per cui mi aspetto di
reperir la loro critica proseguendo nella lettura del suo articolo.
Per
quanto invece riguarda l’equiparazione di Dio alla <<fatina dei denti,
al coniglietto pasquale e a Babbo Natale>>, tutto ciò dipende
dall’educazione teologica intrapresa, e certamente chi fa tale equiparazione
NON ha verosimilmente speso una sola ora a studiare l’A-B-C della teologia e
della filosofia, essendosi ben più probabilmente accontentato dei più immediati
luoghi comuni orecchiati da ‘catechismi’ altrettanto poco accorti…
2)-
Il Dio non-teista possiederebbe uno <<spirito non esclusivo. Un Dio non tradizionale non è limitato a
una specifica tradizione religiosa. Le persone non devono scegliere tra
cristianesimo, ebraismo, islam, induismo, buddismo o una fede più orientata
all'umanesimo. Un Dio non teistico può "operare" in qualsiasi
tradizione religiosa o anche in nessuna. Come cristiano non tradizionale che
cerca comunque di seguire Gesù, per me funziona certamente>>.
No, il Dio non-teistico NON può non ESCLUDERE quelle
teologie ove vige il Dio-teistico, tanto quanto lo stesso termine “non-teismo”
ESCLUDE (NEGA)
il significato di “teismo”, giacché la loro INCOMPATIBILITÀ è manifesta,
altrimenti MT NON
avrebbe abbandonato il Dio-teistico per abbracciare il Dio non-teistico, per
cui NEMMENO il Dio non-teista può accampare la pretesa di possedere uno <<spirito
non esclusivo>>.
Egli
afferma che <<Come cristiano non tradizionale che cerca comunque di
seguire Gesù, per me funziona certamente>> sì, ma A PAROLE: di fatto, ripeto, egli ha
ABBANDONATO ( = ESCLUSO!)
il Dio-teistico a favore di una concezione non-teistica, altrimenti non avrebbe
scritto una sola parola di questo articolo…
Non
a caso MT ha affermato (ingenuamente) che il Dio non-teista sia l’<<UNICA soluzione ragionevole>>!
Se
infatti essa è l’UNICA,
allora vuol dire che ESCLUDE
tutte le altre!
3)-
Secondo MT: <<una visione non teistica di Dio permette alle persone di
lasciar andare la rabbia verso Dio per non essere intervenuto
provvidenzialmente per alleviare la sofferenza. Un Dio non teistico non interviene
e non può intervenire nel mondo. Non è questo ciò che un Dio non teistico è o
ciò che fa. Invece di essere un Dio interventista "soprannaturale",
un Dio non teistico è un Dio "soprannaturale" che abita e anima il mondo naturale>>.
Ma
ANIMARE
<<il mondo naturale>> da parte del Dio non-teistico che cosa
significa?
ANIMARLO
senza INTERVENIRE in esso?
E
come si può ANIMARE qualcosa senza che ciò implichi l’INTERVENTO della stessa
ANIMAZIONE?
Se
il Dio non-teistico <<abita e anima il mondo naturale>>, vorrà dire
che esso VI INTERVIENE costantemente!
Ricordiamo,
infine, come lo stesso MT più sopra abbia scritto:
<<i
non teisti vogliono tornare all'immagine originaria di Dio come Spirito
universale misterioso, unificante, vitale, energetico e animatore>>.
Ciò
non riconferma, forse, che il Dio non-teista INTERVENGA continuamente in quanto
esso è <<energetico
e animatore>>
dell’intero universo?
A
questo punto, constato quanto i TRE surriportati <<PUNTI DI FORZA DELLA TEOLOGIA NON
TEISTICA>> siano, in realtà, tre banalissimi <<PUNTI>>
di nessun peso, privi della benché minima <<FORZA>>
persuasiva, oltre che teologicamente risibili…
Ma
proseguiamo con la lettura di MT:
<<Una
visione non teistica di Dio è l'unica soluzione ragionevole che vedo al
gigantesco problema teologico della sofferenza. In un mondo di sofferenza
brutale e schiacciante (sia nel mondo naturale che nella storia umana), un Dio
onnipotente, onnisciente, soprannaturale e interventista è semplicemente
incredulo per un gran numero di persone. Se quel Dio esistesse, il mondo
sarebbe drasticamente diverso da come appare. Bastano poche sere passate a
guardare il telegiornale per rendermi conto, almeno a me, che un Dio teistico
non esiste. Per i non tradizionalisti come me, l'unica soluzione praticabile al
problema della sofferenza (oltre all'ateismo) è adottare una visione non
teistica di Dio>>.
Peccato,
però, che MT NON
ci dica in che cosa consista la sua <<unica soluzione ragionevole […]
al gigantesco problema teologico della sofferenza>>.
Si
limita ad asserirla, ma NON
ne argomenta le ragioni.
Infatti,
IN CHE MODO il Dio non-teistico sarebbe <<l'unica soluzione
praticabile al problema della sofferenza>>?
Esso
lascia la sofferenza non solo del tutto INTATTA, ma NON riesce neppure ad offrirsi quale sua
<<soluzione ragionevole>>
NÉ,
tantomeno, come SPERANZA redentiva!
Anzi,
PEGGIO:
in
un universo permeato dal Dio non-teista, la sofferenza non potrà che essere CONNATURATA
a quel Dio, tutt’UNO con esso, in quanto tale Dio _ dice MT _, <<abita
e anima il mondo
naturale>> essendo, di questo, lo <<Spirito universale
misterioso, unificante, vitale, energetico e animatore>>!
Quindi,
come non pensare che il Dio non-teista ANIMI anche le infinite sofferenze del mondo
di cui esso è appunto l’<<animatore>> per eccellenza?
Quindi:
PERCHÉ ritenerla l’unica soluzione RAGIONEVOLE?
Forse
perché non trattasi di un Dio-teistico che, potendo intervenire per eliminarla,
non interviene?
Ma
MT ha riflettuto sul PERCHÉ della sofferenza non-tolta di Gesù in croce?
Sul
Suo grido oserei dire ATEO di disperazione e d’angoscia?
Temo
di no…
Comunque,
più sopra MT aveva osservato che il suo Dio <<non può essere racchiuso in uno schema predefinito e compreso appieno. Al contrario,
questa visione di Dio implica molta ambiguità
e incertezza>>.
Non
solo, ma ha menzionato anche Sant’Agostino:
<<Se
lo capisci, non è
Dio>>!
Bene,
ma allora perché parla continuamente del Dio non-teista come dell’<<unica
soluzione RAGIONEVOLE>>?
Se
il suo Dio è RAGIONEVOLE, come egli pretende, allora NON è il vero Dio…
Leggiamo
ancora MT:
<<Questa
visione teologica [non-teista] del mondo ricorda inoltre che un Dio
teistico tradizionale non risolverà i problemi del mondo>>;
e
CHI lo ha
mai preteso?
Che
mi risulti, solo i Testimoni di Geova ed affini…
MT:
<<Piuttosto,
spetta a noi affrontare sfide urgenti come il cambiamento climatico, la
violenza, il razzismo e la povertà. La convinzione che uno Spirito vitale
avvolga e connetta l'intero universo fornisce un imperativo morale per agire in
tal senso. In breve, siamo davvero i custodi dei nostri fratelli e sorelle (e
del pianeta). Pertanto, una visione non teistica di Dio offre una forte
motivazione a impegnarsi in un servizio compassionevole e nella giustizia
sociale, che rappresenta uno dei suoi principali punti di forza>>.
Ma
tutto questo è perfettamente noto, consaputo nonché attribuibile anche ai
credenti del Dio-teista, e ben PRIMA che MT non solo scrivesse questo articolo,
ma da MOLTO PRIMA che egli nascesse!
***
IN
CONCLUSIONE:
indubbiamente
nella teologia cristiana il LINGUAGGIO deve costantemente RIPENSARSI rendendosi
comprensibile all’essere umano di oggi; deve sì abbandonare le antiche
concezioni cosmologiche ma, al contempo, NON deve abbracciare acriticamente le
attuali come se fossero verità indiscutibili, ultime e definitive, come
ingenuamente mi pare che faccia MT.
Va
da sé, però, che passare ad un Dio non-teista è una precisa scelta di
campo, che nulla ha a che vedere con il linguaggio né con la presunta
estromissione del Dio del Cristianesimo (che NON è il Dio teista malamente tratteggiato
da MT) da parte di chissà quale scienza.
Ammettendo
di esser <<passato da una concezione teistica di Dio, basata sui
Dieci Comandamenti, a un modello non teistico, ispirato a Star Wars>>, MT sarà
verosimilmente fautore di un universo permeato da un Dio non-teistico quale ANIMATORE di un perenne
stato generalizzato di GUERRA tra le forze del bene e del male che caratterizza
il nostro mondo; ciò comporta che questo suo Dio si costituisca altresì come l’ANIMATORE della SOFFERENZA stessa (altrimenti
DONDE?) la
quale, in nome del Dio non-teistico, MT dice di voler combattere (impegnandosi
<<in un servizio compassionevole e nella giustizia sociale>>)
trovandosi, perciò, a combattere CONTRO il suo stesso 'Dio'…
Auguri!
Roberto
Fiaschi
--------------------




