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giovedì 18 giugno 2026

202)- QUALE DIO: «TEISTA», OPPURE «NON-TEISTA»?

Dal punto di vista cristiano, L’UNO L’ALTRO, perché nel Cristianesimo vige un (o meglio: IL) PANENTEISMO TRINITARIO.

Qui, però, FINGERÒ che il <<teismo classico>> coincida col Dio del Cristianesimo.

Pertanto, mi limiterò a riportare le parti salienti, via via commentandole, di un articolo favorevole al Dio non-teista, scritto da Martin Thielen (d’ora in poi: MT), <<pastore metodista in pensione, autore di bestseller ed ex pastore di una mega-chiesa>>, reperibile al link: https://progressivechristianity.org/resource/the-god-i-do-believe-in-part-ii/ (Progressive Christianity), per saggiare la consistenza del cosiddetto Dio non-teista.

Esso è intitolato: <<IL DIO IN CUI CREDO – PARTE II>> (15 dicembre 2025).

Scrive MT:

<<La maggior parte dei cristiani in tutto il mondo continua ad affermare la fede in un Dio personale e onnipotente che si prende cura del mondo in modo provvidenziale, interviene in modo soprannaturale, esaudisce le preghiere e compie miracoli. In breve, la maggior parte delle persone di fede aderisce ancora al teismo classico. E io rispetto chi sostiene questa visione storica ortodossa. L'ho condivisa anch'io per molti anni, e ha soddisfatto molte esigenze importanti della mia vita>>.

Mi pare che la rappresentazione del Dio-teista disegnata da MT sia piuttosto GROSSOLANA e del tutto IGNARA delle innumerevoli discussioni teologiche presenti e passate. Dopo un simile ritratto del Dio teista ai limiti del caricaturale, che MT ritiene coincidere (ERRANDO!) sostanzialmente con il Dio dei CRISTIANI, egli passa a descrivere le ragioni che lo hanno spinto ad abbandonarlo in favore del Dio non-teista.

MT:

<<Tuttavia, per me (e per un numero crescente di altre persone), questi antichi concetti teistici su Dio sono diventati impossibili da credere nel mondo moderno. Per citare il compianto vescovo John Shelby Spong: "Il cuore non può adorare ciò in cui la mente non può credere">>.

E quale sarà quel Dio a cui <<la mente non può credere>>?

La mente forse CONOSCE già come Dio debba essere affinché possa credervi?

Ma, qualora lo CONOSCESSE già, che bisogno avrebbe di CREDERVI?

Insomma, la mente pretenderebbe, di volta in volta, un Dio ADEGUATO alle sue (della mente) capacità, e quindi un Dio ad IMMAGINE e SOMIGLIANZA della mente umana, un suo prodotto onde potersi rispecchiare e quindi, alla fine, identificarvisi. 

In sostanza, l'ennesima riedizione della celebre promessa:

Eritis sicut Deus...

MT:

<<Dopo decenni di dubbi, riflessioni, meditazioni e studi, non credo più nel Dio dei dogmi del IV secolo o della teologia sistematica ortodossa. Il Dio in cui credo è molto meno definibile e prevedibile. Invece di concepire Dio come una divinità personale, simile all'uomo e soprannaturale, lo immagino come lo Spirito misterioso, creativo, connettivo, evolutivo, intelligente, vitale, energetico e animatore dell'universo. Certo, la mia visione potrebbe non essere corretta. Ma è qui che mi trovo attualmente nel mio cammino spirituale. E non sono l'unico>>.

Ciò presuppone ERRONEAMENTE che il classico Dio-teista NON sia uno <<Spirito misterioso, creativo, connettivo, evolutivo, intelligente, vitale, energetico e animatore dell'universo>>, il che è ben lungi dal vero.

Lo presuppone ERRONEAMENTE sulla base di un’immagine di Dio distorta ed infantile  della quale, indubbiamente, si sono purtroppo resi responsabili troppi teologi/catechisti/predicatori…

D’altronde, ove MT scrive: <<lo immagino come […]>>, non sta forse dicendoci che il suo Dio sia fatto ad IMMAGINE, appunto, di come EGLI lo IMMAGINA?

MT:

<<Affermare un Dio non teistico richiede una grande dose di modestia teologica. Come mi disse una volta un lettore di Doubter's Parish, affermare questa visione non tradizionale di Dio è come "tuffarsi a dorso nell'inconoscibile". Con questo modello nebuloso di Dio, la certezza e la chiarezza assolute non sono possibili. Al contrario, regnano il mistero e l'ambiguità. Descrivere Dio come Spirito, forza vitale ed energetica, mi ricorda un vecchio film intitolato "Figli di un dio minore". Una scena toccante del film mostra un uomo che ascolta con gioia musica classica. Una donna sorda gli chiede di descrivere il suono della musica. Con il linguaggio dei segni e gesti interpretativi, lui fa del suo meglio, ma alla fine si arrende e dice: "Non posso". È impossibile descrivere a parole e con segni il suono della musica. È altrettanto impossibile descrivere a parole o con immagini l'aspetto di un Dio non soprannaturale e non teistico. Ed è proprio per questo che mi affascina così tanto. Come disse Sant'Agostino: "Se lo capisci, non è Dio". E come Mosè apprese presso un misterioso roveto ardente nel deserto tanto tempo fa, non si può dare a Dio un nome che lo definisca e lo limiti, rinchiuderlo in una scatola e addomesticarlo. Al contrario, lo Spirito che anima la vita dell'universo si autodefinisce come "Io sono ciò che sono".  […] Mosè dona poi agli Israeliti le tavole di pietra con i Dieci Comandamenti di Dio, ai quali si deve obbedire fedelmente. Questa visione teistica tradizionale di un Dio maschile e potente che ascolta le preghiere, compie miracoli ed esige obbedienza è ancora oggi condivisa da un gran numero di credenti. Nata nel 1977, la saga cinematografica di Star Wars ha generato più di una dozzina di film e altri spin-off. La saga di Star Wars è troppo complessa per essere riassunta qui. Ma una costante nell'universo di Star Wars è la presenza della "Forza", come nella frase "Che la Forza sia con te". Tuttavia, la Forza non è una divinità tradizionale né una religione organizzata. Il fenomeno di Star Wars può illustrare il crescente numero di persone che abbracciano espressioni di fede non tradizionali. Per loro, Dio non è un Padre celeste personale e soprannaturale, ma uno Spirito vitale/energetico che permea l'universo. Chi condivide questa visione ha abbandonato la credenza in un Dio teistico. Tuttavia, afferma ancora la fede in una spiritualità che ricerca la bontà, l'amore e la giustizia nel mondo, e desidera impegnarsi in questo nobile sforzo. In breve, io (insieme a molte altre persone) sono passato da una concezione teistica di Dio, basata sui Dieci Comandamenti, a un modello non teistico, ispirato a Star Wars. Questo Dio non può essere racchiuso in uno schema predefinito e compreso appieno. Al contrario, questa visione di Dio implica molta ambiguità e incertezza>>.

Dopodiché, MT passa ad enunciare i <<PUNTI DI FORZA DELLA TEOLOGIA NON TEISTICA

<<Ogni modello teologico ha punti di forza e di debolezza. Questo vale certamente anche per una concezione non teistica di Dio come forza vitale/energia. Ora ne esaminerò alcuni. Da un lato, questa visione presenta molti aspetti positivi. Innanzitutto, è credibile nell'era scientifica moderna. Per un numero crescente di persone, credere in un Dio teistico tradizionale, personale, sovrumano e interventista che controlla il mondo è come credere alla fatina dei denti, al coniglietto pasquale e a Babbo Natale. Una visione non teistica, almeno per molti, ha una sua validità intellettuale. Appare loro più reale, onesta e autentica. Molti sostenitori di questa visione ne apprezzano lo spirito non esclusivo. Un Dio non tradizionale non è limitato a una specifica tradizione religiosa. Le persone non devono scegliere tra cristianesimo, ebraismo, islam, induismo, buddismo o una fede più orientata all'umanesimo. Un Dio non teistico può "operare" in qualsiasi tradizione religiosa o anche in nessuna. Come cristiano non tradizionale che cerca comunque di seguire Gesù, per me funziona certamente. Si potrebbero aggiungere molti altri aspetti positivi. Ad esempio, una visione non teistica di Dio permette alle persone di lasciar andare la rabbia verso Dio per non essere intervenuto provvidenzialmente per alleviare la sofferenza. Un Dio non teistico non interviene e non può intervenire nel mondo. Non è questo ciò che un Dio non teistico è o ciò che fa. Invece di essere un Dio interventista "soprannaturale", un Dio non teistico è un Dio "soprannaturale" che abita e anima il mondo naturale>>.

Quindi, la domanda è:

DAVVERO la <<visione non teistica di Dio è l'unica soluzione ragionevole che vedo al gigantesco problema teologico della sofferenza>>?

Premesso che la fede in Dio (teista o meno), NON si pone mai come una <<soluzione ragionevole al gigantesco problema teologico della sofferenza>>, giacché Dio non offre SOLUZIONI TEORETICHE bensì indicazioni per la vita (terrena ed eterna).

Ciò detto, per rispondere alla suddetta domanda, bisogna ripercorrere i (reali o presunti) <<PUNTI DI FORZA DELLA TEOLOGIA NON TEISTICA>> ed i suoi <<molti aspetti positivi>> elencati da MT.

Rivediamoli:

1)- il Dio non-teista sarebbe <<credibile nell'era scientifica moderna. Per un numero crescente di persone, credere in un Dio teistico tradizionale, personale, sovrumano e interventista che controlla il mondo è come credere alla fatina dei denti, al coniglietto pasquale e a Babbo Natale>>.

Peccato che una CREDIBILITÀ posta al traino della scienza moderna sia destinata a CROLLARE allorquando la scienza MODIFICHERÀ le proprie teorie ed i propri paradigmi…

Inoltre, MT finora NON ha precisato QUALI sarebbero i <<punti di forza>> intrinseci all’esser non-PERSONALE, non-SOVRUMANO e non-INTERVENTISTA rispetto all’esser PERSONALE, SOVRUMANO (che vorrà dire?) e INTERVENTISTA, per cui mi aspetto di reperir la loro critica proseguendo nella lettura del suo articolo.

Per quanto invece riguarda l’equiparazione di Dio alla <<fatina dei denti, al coniglietto pasquale e a Babbo Natale>>, tutto ciò dipende dall’educazione teologica intrapresa, e certamente chi fa tale equiparazione NON ha verosimilmente speso una sola ora a studiare l’A-B-C della teologia e della filosofia, essendosi ben più probabilmente accontentato dei più immediati luoghi comuni orecchiati da ‘catechismi’ altrettanto poco accorti…

2)- Il Dio non-teista possiederebbe uno <<spirito non esclusivo. Un Dio non tradizionale non è limitato a una specifica tradizione religiosa. Le persone non devono scegliere tra cristianesimo, ebraismo, islam, induismo, buddismo o una fede più orientata all'umanesimo. Un Dio non teistico può "operare" in qualsiasi tradizione religiosa o anche in nessuna. Come cristiano non tradizionale che cerca comunque di seguire Gesù, per me funziona certamente>>.

No, il Dio non-teistico NON può non ESCLUDERE quelle teologie ove vige il Dio-teistico, tanto quanto lo stesso termine “non-teismo” ESCLUDE (NEGA) il significato di “teismo”, giacché la loro INCOMPATIBILITÀ è manifesta, altrimenti MT NON avrebbe abbandonato il Dio-teistico per abbracciare il Dio non-teistico, per cui NEMMENO il Dio non-teista può accampare la pretesa di possedere uno <<spirito non esclusivo>>.

Egli afferma che <<Come cristiano non tradizionale che cerca comunque di seguire Gesù, per me funziona certamente>> sì, ma A PAROLE: di fatto, ripeto, egli ha ABBANDONATO ( = ESCLUSO!) il Dio-teistico a favore di una concezione non-teistica, altrimenti non avrebbe scritto una sola parola di questo articolo…

Non a caso MT ha affermato (ingenuamente) che il Dio non-teista sia l’<<UNICA soluzione ragionevole>>!

Se infatti essa è l’UNICA, allora vuol dire che ESCLUDE tutte le altre!

3)- Secondo MT: <<una visione non teistica di Dio permette alle persone di lasciar andare la rabbia verso Dio per non essere intervenuto provvidenzialmente per alleviare la sofferenza. Un Dio non teistico non interviene e non può intervenire nel mondo. Non è questo ciò che un Dio non teistico è o ciò che fa. Invece di essere un Dio interventista "soprannaturale", un Dio non teistico è un Dio "soprannaturale" che abita e anima il mondo naturale>>. 

Ma ANIMARE <<il mondo naturale>> da parte del Dio non-teistico che cosa significa?

ANIMARLO senza INTERVENIRE in esso?

E come si può ANIMARE qualcosa senza che ciò implichi l’INTERVENTO della stessa ANIMAZIONE?

Se il Dio non-teistico <<abita e anima il mondo naturale>>, vorrà dire che esso VI INTERVIENE costantemente! 

Ricordiamo, infine, come lo stesso MT più sopra abbia scritto:

<<i non teisti vogliono tornare all'immagine originaria di Dio come Spirito universale misterioso, unificante, vitale, energetico e animatore>>.

Ciò non riconferma, forse, che il Dio non-teista INTERVENGA continuamente in quanto esso è <<energetico e animatore>> dell’intero universo?

A questo punto, constato quanto i TRE surriportati <<PUNTI DI FORZA DELLA TEOLOGIA NON TEISTICA>> siano, in realtà, tre banalissimi <<PUNTI>> di nessun peso, privi della benché minima <<FORZA>> persuasiva, oltre che teologicamente risibili…

Ma proseguiamo con la lettura di MT:

<<Una visione non teistica di Dio è l'unica soluzione ragionevole che vedo al gigantesco problema teologico della sofferenza. In un mondo di sofferenza brutale e schiacciante (sia nel mondo naturale che nella storia umana), un Dio onnipotente, onnisciente, soprannaturale e interventista è semplicemente incredulo per un gran numero di persone. Se quel Dio esistesse, il mondo sarebbe drasticamente diverso da come appare. Bastano poche sere passate a guardare il telegiornale per rendermi conto, almeno a me, che un Dio teistico non esiste. Per i non tradizionalisti come me, l'unica soluzione praticabile al problema della sofferenza (oltre all'ateismo) è adottare una visione non teistica di Dio>>.

Peccato, però, che MT NON ci dica in che cosa consista la sua <<unica soluzione ragionevole […] al gigantesco problema teologico della sofferenza>>.

Si limita ad asserirla, ma NON ne argomenta le ragioni.

Infatti, IN CHE MODO il Dio non-teistico sarebbe <<l'unica soluzione praticabile al problema della sofferenza>>?

Esso lascia la sofferenza non solo del tutto INTATTA, ma NON riesce neppure ad offrirsi quale sua <<soluzione ragionevole>> , tantomeno, come SPERANZA redentiva!

Anzi, PEGGIO:

in un universo permeato dal Dio non-teista, la sofferenza non potrà che essere CONNATURATA a quel Dio, tutt’UNO con esso, in quanto tale Dio _ dice MT _, <<abita e anima il mondo naturale>> essendo, di questo, lo <<Spirito universale misterioso, unificante, vitale, energetico e animatore>>!

Quindi, come non pensare che il Dio non-teista ANIMI anche le infinite sofferenze del mondo di cui esso è appunto l’<<animatore>> per eccellenza?   

Quindi: PERCHÉ ritenerla l’unica soluzione RAGIONEVOLE?

Forse perché non trattasi di un Dio-teistico che, potendo intervenire per eliminarla, non interviene?

Ma MT ha riflettuto sul PERCHÉ della sofferenza non-tolta di Gesù in croce?

Sul Suo grido oserei dire ATEO di disperazione e d’angoscia?

Temo di no…

Comunque, più sopra MT aveva osservato che il suo Dio <<non può essere racchiuso in uno schema predefinito e compreso appieno. Al contrario, questa visione di Dio implica molta ambiguità e incertezza>>.

Non solo, ma ha menzionato anche Sant’Agostino:

<<Se lo capisci, non è Dio>>!

Bene, ma allora perché parla continuamente del Dio non-teista come dell’<<unica soluzione RAGIONEVOLE>>?

Se il suo Dio è RAGIONEVOLE, come egli pretende, allora NON è il vero Dio…

Leggiamo ancora MT:

<<Questa visione teologica [non-teista] del mondo ricorda inoltre che un Dio teistico tradizionale non risolverà i problemi del mondo>>;

e CHI lo ha mai preteso?

Che mi risulti, solo i Testimoni di Geova ed affini…

MT:

<<Piuttosto, spetta a noi affrontare sfide urgenti come il cambiamento climatico, la violenza, il razzismo e la povertà. La convinzione che uno Spirito vitale avvolga e connetta l'intero universo fornisce un imperativo morale per agire in tal senso. In breve, siamo davvero i custodi dei nostri fratelli e sorelle (e del pianeta). Pertanto, una visione non teistica di Dio offre una forte motivazione a impegnarsi in un servizio compassionevole e nella giustizia sociale, che rappresenta uno dei suoi principali punti di forza>>.

Ma tutto questo è perfettamente noto, consaputo nonché attribuibile anche ai credenti del Dio-teista, e ben PRIMA che MT non solo scrivesse questo articolo, ma da MOLTO PRIMA che egli nascesse!

***

IN CONCLUSIONE:

indubbiamente nella teologia cristiana il LINGUAGGIO deve costantemente RIPENSARSI rendendosi comprensibile all’essere umano di oggi; deve sì abbandonare le antiche concezioni cosmologiche ma, al contempo, NON deve abbracciare acriticamente le attuali come se fossero verità indiscutibili, ultime e definitive, come ingenuamente mi pare che faccia MT.

Va da sé, però, che passare ad un Dio non-teista è una precisa scelta di campo, che nulla ha a che vedere con il linguaggio né con la presunta estromissione del Dio del Cristianesimo (che NON è il Dio teista malamente tratteggiato da MT) da parte di chissà quale scienza.

Ammettendo di esser <<passato da una concezione teistica di Dio, basata sui Dieci Comandamenti, a un modello non teistico, ispirato a Star Wars>>, MT sarà verosimilmente fautore di un universo permeato da un Dio non-teistico quale ANIMATORE di un perenne stato generalizzato di GUERRA tra le forze del bene e del male che caratterizza il nostro mondo; ciò comporta che questo suo Dio si costituisca altresì come l’ANIMATORE della SOFFERENZA stessa (altrimenti DONDE?) la quale, in nome del Dio non-teistico, MT dice di voler combattere (impegnandosi <<in un servizio compassionevole e nella giustizia sociale>>) trovandosi, perciò, a combattere CONTRO il suo stesso 'Dio'…

Auguri!

 

Roberto Fiaschi

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mercoledì 11 dicembre 2024

135)- IL CULTO DI SAN SEVERINO È ORMAI PROSSIMO…

Come qualificare le seguenti entusiastiche quanto ingenue espressioni del severiniano Sebastiano Dell'Albani?

<<FROM SD’S LIBRARY – POST N. 89 – 11 DICEMBRE 2024

Post in risposta a tutti coloro che non conoscendo il pensiero di Severino e la sua solidità logica e ontologica ne parlano come di un’opinione tra le altre, un dire che è una vera assurdità. Aspetto da loro una risposta ben argomentata, logica e ontologica>>.

E soprattutto:

<<Se lei è in grado di confutare con solidi argomenti logici l'élenchos (che mostra la solidità logica e ontologica del principio di non contraddizione) su cui Severino basa il suo discorso filosofico mi inchinerò alla sua assoluta, straordinaria intelligenza e dirò che lei ha ragione nel dire che la filosofia di severino è un'opinione come le altre che non si ha alcun dovere di conoscere. Però io penso che la sua è l'opinione e che non potrà essere in grado di riuscire a confutare il pensiero di Severino, impresa che non è affatto riuscita a logici preparatissimi. Per cui mi permetto di dire che la filosofia di Severino rappresenta l'apicalità del pensiero filosofico contemporaneo e che il suo pensiero è ineludibile per chi voglia fare filosofia. Severino, di cui approfondisco il pensiero da molti anni, come ho già scritto, rappresenta la filosofia del futuro. Non conoscere o confrontarsi con il suo pensiero significa soltanto rinunciare a fare filosofia ma solo esprimere opinioni vuote e prive di fondamento>>.

<<Bisogna conoscere il pensiero di Severino perché non conoscerlo significa non conoscere il valore del pensiero filosofico e la sua differenza con il pensiero scientifico. Il pensiero di Severino non è un dogma perché è fondato sul principio logico e ontologico di non contraddizione e il suo élenchos che ne mostra la verità incontrovertibile. La filosofia di Severino è una costruzione che ha una logica rigorosissima. L'élenchos - la confutazione- dell'avversario del principio primo fondata su di esso mostra incontrovertibilmente che coloro che vogliono confutare il principio primo o principium firmissimun devono fondarsi su di esso per riuscire a confutarlo. Insomma i nemici del principio primo negando la logica rigorosissima del principio negano il loro stesso dire. Un dogma invece può essere negato e rifiutato perché non ha alcun fondamento, è un dogma appunto. La prova principale del valore del principio primo è proprio il mostrare che il dire di coloro che affermano che il principio primo è un dogma non possono in alcun modo mostrare che esso è un dogma in quanto il loro dire, che è davvero dogmatico, si autonega. La verità della logica e della ontologia di Severino è inattaccabile. Severino ha scritto saggi bellissimi, tra cui il saggio straordinario: "Fondamento della contraddizione" per mostrare il valore veritativo del principio primo attraverso l'élenchos, la sua figura logica principale. Severino si è confrontato con i maggiori logici moderni e contemporanei e nessuno di essi è stato in grado di confutare il pensiero di Severino anzi dal confronto ne sono usciti sconfitti. Uno di questi logici è Graham Priest. Studio e approfondisco con piacere il pensiero di Severino da quasi venti anni e l'ho trovato e lo trovo incontrovertibile. La vera voce e linguaggio della filosofia dove tutti gli altri non sono che l'eco del pensiero scientifico a cui subordinano il pensiero filosofico. Lei dice che la filosofia di Severino è un'opinione. Bene. Allora io la sfido a saper confutare con solidi argomenti logici e ontologici la straordinaria logica contenuta nel principio di non contraddizione e il suo élenchos su cui Severino ha costruito il suo sistema filosofico. Aspetto la sua risposta>>.

Senza dimenticare, dello stesso autore, le

<<10 LODI AL FILOSOFO SEVERINO DA PARTE DI UN ESTIMATORE CONSAPEVOLE DELL’IMPORTANZA FONDAMENTALE DEI SUOI SCRITTI. 

LODE A SEVERINO che nella sua straordinaria teoresi mette in luce il nichilismo e le contraddizioni della cultura contemporanea.

LODE A SEVERINO che ha inchiodato alle loro contraddizioni gli innumerevoli cialtroni che pretendono di essere filosofi.

LODE A SEVERINO scopritore delle menzogne nascoste e del nichilismo nei discorsi di sedicenti intellettuali.

LODE A SEVERINO che ha messo in luce la vacuità nichilistica della politica e dei politici.

LODE A SEVERINO che ci ha indicato il vero senso dell’etica e le menzogne della buona fede e della bontà.

LODE A SEVERINO il più grande fustigatore dell’ipocrisia che governa il nostro mondo.

LODE A SEVERINO vero nemico dei bugiardi e dei fabbricatori dei moderni falsi miti della felicità.

LODE A SEVERINO che ci ha indicato l’autentico significato della tecnoscienza e il suo falso mito di benessere e felicità.

LODE A SEVERINO che ci ha liberato dal terrore della morte perché mito senza fondamento.

LODE A SEVERINO creatore di meravigliose metafore che mettono in luce l’importanza fondamentale della filosofia allo stesso modo che la circolazione del sangue lo è per il corpo dell’uomo>>.

NOTA BENE: quest’ultima affermazione <<creatore di meravigliose metafore>> è falsa, perché san Severino NON crea nulla, essendo tutto eterno…

 

Roberto Fiaschi

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domenica 8 dicembre 2024

133)- REINCARNAZIONE E KARMA? MACCHÉ…

 

La REINCARNAZIONE è <<Il passaggio dell’anima o dello spirito vitale, dopo la morte dell’individuo in cui erano incarnati, in un altro individuo (uomo, animale o anche vegetale), come dottrina e credenza di varie religioni e concezioni (per es., l’orfismo orientale e greco; il brahmanesimo, il jainismo e l’induismo; il pitagorismo; alcune correnti dello spiritismo moderno): v. anche metempsicosi>> (https://www.treccani.it/vocabolario/reincarnazione/).

Essa è <<in connessione con il concetto del karman, per cui le rinascite sono irrevocabilmente determinate dalle azioni compiute nelle vite precedenti>> (https://www.treccani.it/enciclopedia/reincarnazione/).

<<L'antroposofia di Rudolf Steiner considera la reincarnazione come un aspetto importante della scienza dello spirito. Secondo Steiner nell'uomo è presente un corpo fisico, uno eterico, uno astrale e infine l'Io. Alla morte egli abbandona progressivamente i primi tre, finché rimane soltanto l’Io (corpo mentale) in forma di "seme" che cresce nel mondo spirituale, fino a ricevere, dopo un lungo periodo (da cinquecento a mille anni), un nuovo corpo astrale ed eterico, sceglie i genitori, vede la sua vita futura in un rapido quadro d'insieme e infine si reincarna in un nuovo corpo fisico. Ciascuna vita è influenzata dalle precedenti secondo la legge del karma>>. (https://it.wikipedia.org/wiki/Reincarnazione).

<<Karma, letteralmente, significa “azione”. Indica il funzionamento universale di un principio di causalità simile a quello di cui parla la scienza, secondo cui ogni cosa nell’universo esiste all’interno di uno schema di causa ed effetto: “per ogni azione, c’è una reazione uguale e contraria”. […] Il rapporto di causalità, nell’ottica buddista, abbraccia la natura in senso più lato, comprendendo tutta l’umana esistenza. Per spiegare meglio la differenza, poniamo che sia accaduto un incidente o un disastro. Applicando la teoria di causalità meccanicistica si può indagarne e chiarirne le dinamiche, ma nulla si saprebbe sul perché proprio certi individui siano rimasti coinvolti nel tragico evento. Anzi, la visione meccanicistica rifiuta a priori tali domande esistenziali». Al contrario, il concetto buddista di causalità risponde proprio a queste pregnanti domande. […] Possiamo immaginare il karma come il cuore della nostra personalità, come l’insieme delle tendenze radicate impresse nel punto più profondo della nostra vita. I cicli di causa ed effetto vanno oltre l’attuale esistenza: determinano il modo in cui iniziamo questa vita (le nostre particolari circostanze al momento della nascita) e continuano dopo la nostra morte>> (https://www.sgi-italia.org/il-karma/).

Infine, secondo Manuela Pompas:

<<i primi Padri della Chiesa sostennero la reincarnazione come credenza logica, diffusa tanto in Occidente quanto in Oriente>>. - (M. Pompas: “Reincarnazione. Alla scoperta delle vite passate”. Rizzoli 1989, pag. 64).

LOGICA?

A parte il fatto che NON È ASSOLUTAMENTE VERO che <<i primi Padri della Chiesa sostennero la reincarnazione>> _ tratterò questa panzana in altro post _, ciò che invece qui preme analizzare è il fatto se la reincarnazione (ed il karma ad essa connesso) sia o meno una <<credenza logica>>.

Adesso subito nel merito.

Non prima, però, di essermi chiesto:

colui (o ciò) che si reincarna è lo specifico “io” PERSONALE (rispondente all’io di Giulio Cesare, Napoleone Bonaparte, Roberto Fiaschi, etc…), oppure è, più genericamente, qualcosa di IMPERSONALE (samskara, skandha, DNA…) eventualmente presente in ciascuna PERSONA?

In quest’ultimo caso NON avrebbe alcun senso la reincarnazione, poiché non potremmo dire: <<io, Roberto, in una vita passata sono stato Giulio Cesare>>, appunto perché io-Roberto sarei stato quell’io PERSONALE rispondente alla PERSONA di Giulio Cesare, e non un elemento IMPERSONALE che mai avrebbe potuto consentirmi di stabilire la mia precedente identità nella PERSONA di Giulio Cesare.

Fortunatamente, la reincarnazione NON ha alcun senso neppure se intesa come trasmigrazione PERSONALE, cioè dell’anima o dell’io…

Quanto al karma, Edgar  Cayce (1877-1945), veggente americano, parlava di “karma boomerang”: colui che avesse ACCECATO una persona, si sarebbe poi reincarnato nascendo CIECO.

Prendiamo, allora, come riferimento questa evenienza.

(1)-Mario ACCECA (2)-Giuseppe. (1)-Mario successivamente muore di vecchiaia, e si REINCARNA (dopo poco o moltissimo tempo) in (3)-Antonio, che naturalmente nasce CIECO.

Ovviamente (3)-Antonio NULLA SA della sua vita precedente, cioè IGNORA di esser stato (1)-Mario ed altresì IGNORA di aver accecato (2)-Giuseppe nelle vesti di (1)-Mario.

Tuttavia, in nome del debito karmico (il quale <<si riferisce a qualcosa che si è verificato in una vita passata per cui ora stai facendo ammenda in questa vita>> https://www.spreaker.com/episode/debito-karmico-cos-e-come-identificarlo-e-trascenderlo-- 48148211#:~:text=portatore%20di...-,Il%20debito%20karmico%20si%20riferisce%20a%20qualcosa%20che%20si%20%C3%A8,finch%C3%A8%20non%20arrivi%20a%20padroneggiarla), (1)-Mario dovrebbe nascere cieco poiché ha accecato (2)-Giuseppe. Per cui sì, (1)-Mario nascerà cieco in una prossima vita nella persona di (3)-Antonio, il quale altri non è che (1)-Mario reincarnatosi in/come (3)-Antonio.

Arrivato il giorno della nascita, (3)-Antonio cioè (1)-Mario, nasce appunto cieco.

Ora, è di fondamentale importanza tener sempre ben presente che (3)-Antonio risulta comunque esser UN’ALTRA persona rispetto a (1)-Mario (e viceversa), con specifiche caratteristiche DIVERSE da (1)-Mario le quali, perciò, lo caratterizzano come (3)-Antonio anziché come una qualsiasi altra persona, pur essendo la reincarnazione di (1)-Mario.

Ebbene, ciò nonostante, (3)-Antonio si trova a dover nascere cieco senza tuttavia esser COLPEVOLE di aver accecato chicchessia, giacché il VERO COLPEVOLE è (1)-Mario, non (3)-Antonio, anche se, ripeto, quest’ultimo è la reincarnazione di (1)-Mario.

Quindi, la presunta LOGICITÀ della reincarnazione (e della cosiddetta “legge del karma” correlata ad essa) fa sì che (3)-Antonio, il quale NULLA SA e NULLA C’ENTRA realmente con la turpe azione commessa da (1)-Mario, nasca cieco, perché, quando (3)-Antonio non era ancora nato, (1)-Mario accecò (2)-Giuseppe, che ovviamente (3)-Antonio non ha mai potuto conoscere, quindi, men che meno, ha mai potuto accecare.

Epperò, reincarnandosi in (3)-Antonio _ ecco il colpo di genio della LOGICA karmica! _, finalmente (1)-Mario ha potuto subire una sorte simile a quella che egli ha cagionato a (2)-Giuseppe, nascendo cieco.

In UN COLPO SOLO, il LOGICISSIMO karma ne ha fatti fuori due: (1)-Mario e (3)-Antonio!

Che LOGICA sublime! Soprattutto, il karma individua sempre il VERO (!) COLPEVOLE senza colpo ferire, facendo nascer cieco anche un innocente come (3)-Antonio, così, nel dubbio, tanto per non sbagliare: Melius est abundare quam deficere!

Infatti, NON è REALMENTE (1)-Mario a (ri)nascere cieco, bensì SOLTANTO (3)-Antonio, che è colui che sta vivendo la propria vita quotidiana da o come (3)-Antonio, e non da o come (1)-Mario!

Quindi, in realtà (1)-Mario NON (ri)nasce affatto cieco, perché a (ri)nescere tale avrebbe dovuto esser soltanto LA PERSONA DI (1)-Mario, non altre!

In quanto nato cieco, le difficoltà della vita, ora, sono tutte a carico di (3)-Antonio, non certo di (1)-Mario!

Perciò chi ‘risarcirà’ o riscatterà l’innocenza di (3)-Antonio?

Ricordiamo, infatti, che (1)-Mario si è reincarnato in (3)-Antonio e che quest’ultimo è nato cieco a cagion del fatto che (1)-Mario accecò (2)-Giuseppe. Ma (3)-Antonio NON è (1)-Mario, è UN’ALTRA persona, quindi NON C’ENTRA niente con l’accecamento di (2)-Giuseppe!

Pertanto, si pone il problema e l’esigenza della giustizia karmica a BENEFICIO di (3)-Antonio in quanto (3)-Antonio, cioè in quanto egli è consapevole di esser soltanto SE STESSO anziché (1)-Mario.

Non solo, ma anche (2)-Giuseppe attenderebbe una qualche giustizia karmica a proprio favore, giacché egli è stato accecato, e una sorte simile è poi accaduta al suo accecatore (1)-Mario allorché questi si è poi reincarnato in (3)-Antonio, d’accordo, ma ciò NON può bastare a (2)-Giuseppe, se non altro perché (2)-Giuseppe NON HA MAI POTUTO CONOSCERE (3)-Antonio/(1)-Mario onde potersi così sincerare e ‘godere’ dell’avvenuta ‘giustizia’ che lo ha fatto nascere cieco.

Se anche lo avesse conosciuto, quando mai (2)-Giuseppe avrebbe potuto rendersi conto che un estraneo, (3)-Antonio, sarebbe nato cieco perché sarebbe la reincarnazione di (1)-Mario che accecò (2)-Giuseppe?

Per cui (2)-Giuseppe resta in attesa di REALE e constatabile giustizia per il suo accecamento e, temo, vi resterà per sempre…

Eppure, il karma dovrà pur provvedere a rendere giustizia ad (3)-Antonio…

Macché, nessuna giustizia per lui, nessun riscatto, nemmeno per (2)-Giuseppe.

(3)-Antonio nascerà cieco poiché egli è la reincarnazione di (1)-Mario, pur NON essendo la PERSONA ( l’io, l’anima) di (1)-Mario, punto e basta; la suprema LOGICITÀ del karma non ammette tentennamenti.

Che poi un qualsiasi reincarnazionista obietti che (3)-Antonio non sia affatto innocente, poiché (1)-Mario, reincarnandosi in (3)-Antonio, sarebbe DIVENTATO (3)-Antonio tout court, senza perciò alcuna persistenza dell’io di (1)-Mario ACCANTO A/CON l’io di (3)-Antonio e quindi senza nessuna DIFFERENZA tra loro, allora risponderemo che (3)-Antonio resterebbe ugualmente INNOCENTE, intonso dal delitto perpetrato da (1)-Mario, perché DIVENTANDO ALTRO cioè DIVENTANDO (3)-Antonio, questi non ha MAI accecato nessuno, proprio perché egli è ALTRA persona rispetto al criminale (1)-Mario, NON è la stessa persona/lo stesso io.

Per non parlar della sfacciataggine di chi dipinge il karma come se fosse

<<una legge benefica interamente misericordiosa, sempre giusta, perché la vera misericordia non è il favore ma l’imparziale giustizia… Prendete per esempio il caso di un bambino nato gobbo e molto basso, con la testa incassata nelle spalle, le braccia lunghe e le gambe corte. Perché è così? Per il suo karma dei pensieri e degli atti in una vita precedente. Egli ha avvilito, perseguitato o altrimenti offeso una persona deforme>>.

(William Q. Judge: “The Ocean of Theosophy”, pag. 685).

Il nostro reincarnazionista evidentemente NON conosce il significato di MISERICORDIA, confondendolo con <<favore>>.

Infatti, la MISERICORDIA esprime un <<1. Sentimento di compassione per l’infelicità altrui, che spinge ad agire per alleviarla; anche, sentimento di pietà che muove a soccorrere, a perdonare, a desistere da una punizione […] soccorrerlo, perdonarlo, risparmiarlo; fare una cosa per m., per bontà propria, per spirito di carità, non per obbligo; […] pare che lo faccia per m.!, di chi concede o compie qualche cosa, a cui è tenuto, con aria di condiscendenza come se facesse un atto di grande generosità o di carità; non c’è più m. a questo mondo, espressione di pessimistica constatazione dell’egoismo e della durezza di cuore degli uomini>>. (https://www.treccani.it/vocabolario/misericordia/).

Non solo, ma all’ottimistico reincarnazionista sfugge il fatto che se il (1)-bambino è <<nato gobbo>> per aver avvilito, nella sua precedente vita, (2)-<<una persona deforme>>, allora, inevitabilmente, ANCHE QUEST’ULTIMA sarà nata deforme perché, nella sua precedente vita, avrà avvilito un’altra (3)-persona deforme, e così ANCHE QUEST’ALTRA persona sarà nata deforme poiché anch’essa, precedentemente, avrà avvilito una (4)-persona deforme, e via all’infinito… fino ad arrivare alla prima persona nata deforme senza alcuna ragione precedente!

Per cui, tutti i nati-deformi del mondo sappiano che sono nati in tale condizione perché, in una loro vita precedente, avranno certamente avvilito qualcuno…

Non oso pensare cosa abbiano commesso in una vita precedente le vittime delle bombe atomiche nonché le vittime di Auschwitz

Per fortuna che

<<Come è stabilito che gli uomini muoiano UNA VOLTA SOLA, dopo di che viene il giudizio, così anche Cristo, dopo essere stato offerto UNA VOLTA SOLA per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a coloro che lo aspettano per la loro salvezza>>. Ebrei 9:27-28

<<NON  C'È “reincarnazione” dopo la morte>>. (CCC, n. 1013).

 

Roberto Fiaschi

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giovedì 28 novembre 2024

130)- LA BABELE FILOSOFICA DEGLI INFINITI ‘LOGOI’


NOTA PRELIMINARE: il discorso sulla “Babele” degli infiniti logoi vale naturalmente anche per l’ambito RELIGIOSO (e non solo per esso), ne sono consapevole; con la non piccola differenza, però, che i disputanti di quest’ultimo, normalmente, sono ben lungi dal ritener i propri orientamenti razionalmente ed incontrovertibilmente DIMOSTRABILI, a differenza, invece, di taluni filosofi i quali, ritenendo di argomentare rigorosamente in forza del Logos (che riporterò con l’iniziale maiuscola) _ presupponendo perciò che vi sia IL VERO Logos di contro ad un ‘egoico’ logos depauperato in quanto niente più che mera doxa o luogo comune infondato _, finiscono per mostrare, a lor dispetto, come tale Logos sia sempre in CONTRASTO con se stesso, smascherando perciò la tronfia pretesa di essere IL VERO Logos da ascoltare, come pretese Eraclito:

<<Non ascoltando me, ma il logos […]>>. (Eraclito: fr. 50, Diels-Kranz).

Dunque, Eraclito DISTINGUE implicitamente il logos della propria persona, che non va ascoltato, dal VERO Logos universale ed impersonale, il solo che perciò va ascoltato.

Qualcosa di simile ha scritto il filosofo Emanuele Severino:

<<la cosiddetta “mia” filosofia non è “mia”, perché, se fosse tale, sarebbe soggetta alla limitatezza e ai condizionamenti dell’individuo>>…

Stessa musica per un suo estimatore:

<<Non lo dico io è il logos che lo dice>>.

Un allievo del filosofo G. R. Bacchin, giunge quasi alla riverenza RELIGIOSA nei confronti del Logos ( = ragione) assolutizzato, intronizzato: 

<<chi obbedisce alla ragione – non essendovi ragione per non farlo – deve (piaccia o no, sia facile o difficile da realizzare) umilmente obbedire alla superiorità essenziale della ragione, alla sua sovrana superiorità rispetto a ciò che crede di potersi affermare senza dar ragione di sé, come di fatto accade>>.

Tornando ad Eraclito ed alla sua pretesa:

<<Non ascoltando me, ma il logos […]>>,

sorgerà subito la domanda:

come fare a DISCERNERE ciò che dice Eraclito (o chiunque altro) dal VERO Logos, visto che quest’ultimo è noto tramite il logos di Eraclito (o di chiunque altro)?

Infatti, noi ci troviamo ad ASCOLTARE il logos di Eraclito che ci invita a NON ascoltarlo, affinché possiamo ASCOLTARE il VERO Logos tramite colui che però non va ascoltato…

Forse Eraclito voleva invitare a distinguere l’opinione infondata, la doxa, dal Logos innegabile?

Senonché, sia l’opinione infondata che il ragionamento rigoroso si esprimono pur sempre attraverso lo stesso logos, sì che questi sia il medesimo che a volte opina, talvolta argomenta con cogenza e talaltra ERRA.

ASSOLUTIZZARE/IDOLATRARE il logos produce la dicotomia Logos/logos, cosicché, dalla <<superiorità essenziale della ragione>> alla superiorità del filosofo il passo è breve, nonostante le ripetute "umili" (!) quanto vane dichiarazioni della necessità di sbarazzarsi del ‘tirannico’ io empirico per far emergere l'io VERO, tanto che <<obbedire alla sua sovrana superiorità>> fa il paio con l’obbedienza a colui che parla a nome del VERO Logos pretendendo, al contempo, di NON ascoltare LUI che parla tramite il povero logos bensì il Logos che parla attraverso di LUI (furbacchione!)…

Quindi, mi pare che ogni concezione filosofica ritenga di <<dar ragione di sé>> in nome dello STESSO VERO Logos, col risultato Quot homines, tot sententiae, giacché l’unico logos a disposizione di tutti è soltanto, appunto, il logos che ora ci azzecca ed ora fallisce.  

Ma, nonostante quest’ultimo esito, certa filosofia prosegue imperterrita al seguito del proprio logos (o del proprio io, se si preferisce) oramai INDIATO, DIVINIZZATO a tutto tondo.

Contenta lei…

 

Roberto Fiaschi

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lunedì 30 gennaio 2023

11)- IL NOSTRO UNIVERSO È STATO CREATO IN UN LABORATORIO?

Dal sito https://www.scientificamerican.com/article/was-our-universe-created-in-a-laboratory/, riporto parte del seguente articolo di Avi Loeb intitolato:

<<IL NOSTRO UNIVERSO È STATO CREATO IN UN LABORATORIO?>>

Eccolo:

<<Il più grande mistero che riguarda la storia del nostro universo è quello che è successo prima del big bang. Da dove viene il nostro universo? Quasi un secolo fa, Albert Einstein cercò alternative di stato stazionario al modello del big bang perché un inizio nel tempo non era filosoficamente soddisfacente nella sua mente. Ora ci sono una varietà di congetture nella letteratura scientifica per le nostre origini cosmiche, comprese le idee che il nostro universo sia emerso da una fluttuazione del vuoto, o che sia ciclico con ripetuti periodi di contrazione ed espansione, o che sia stato selezionato dal principio antropico dal panorama della teoria delle stringhe del multiverso, dove, come dice il cosmologo del MIT Alan Guth, "tutto ciò che può accadere accadrà ... un numero infinito di volte", o che è emerso dal collasso della materia all'interno di un buco nero>>.

Innanzitutto, si noti come pressoché tutte le possibilità siano state qui sopra menzionate in relazione alla nascita dell’universo:

1)- l’universo è emerso da una fluttuazione del vuoto;

2)- l’universo emerge ciclicamente con ripetuti periodi di contrazione ed espansione;

3)- l’universo come infinito ritorno di sé, giacché, secondo il cosmologo del MIT Alan Guth, "tutto ciò che può accadere accadrà... un numero infinito di volte";

4)- l’universo è emerso dal collasso della materia all'interno di un buco nero.

Tutte le possibilità immaginabili, dicevo, tranne quella del Dio creatore

Ma attenzione;

il posto del Dio creatore viene adesso occupato da una creatura che possa farne le veci, come si evince proseguendo la lettura dell’articolo:

<<Una possibilità meno esplorata è che il nostro universo sia stato creato nel laboratorio di una civiltà tecnologicamente avanzata. Dal momento che il nostro universo ha una geometria piatta con un'energia netta pari a zero, una civiltà avanzata avrebbe potuto sviluppare una tecnologia che creasse un universo neonato dal nulla attraverso il tunneling quantistico>>.

E sebbene Avi Loeb si premuri subito dopo di precisare che:

<<Questa possibile storia di origine unifica la nozione religiosa di un creatore con la nozione secolare di gravità quantistica>>,

ciò nonostante tale <<creatore>> non è affatto Dio, bensì, come detto, un’altra creatura, quale appunto è la suddetta <<civiltà tecnologicamente avanzata>>.

Pur di non tirare in ballo Dio, alcuni moderni ‘luminari’ arrivano a soppiantarLO mediante un sostituto tecnologicamente avanzato ma nient’altro che una creatura finita e limitata, perciò a sua volta necessitante di esser ricondotta anch’essa ad una creazione non certo da <<laboratorio>>!  

Chissà perché, quando una serie di corbellerie sono affermare da un scienziato, subito diventano plausibili e addirittura ‘scientifiche’.

Mi pare infatti evidente come Avi Loeb professi un’ingenua fede nell’onnipotenza della tecnologia conseguita e maneggiata quasi infallibilmente dal demiurgo di turno cui sarebbe una qualche fantomatica <<civiltà tecnologicamente avanzata>> da qualche parte nell’universo, dove l’aggettivo <<avanzata>> sembra voler togliere i confini tra creatura e creatore togliendo così il creatore e, perciò, investendo la creatura del ruolo di creatrice dell’universo <<in un laboratorio>>!

Nel suo articolo, Avi Loeb scrive:

<<Non possediamo una teoria predittiva che combini i due pilastri della fisica moderna: la meccanica quantistica e la gravità. Ma una civiltà più avanzata avrebbe potuto compiere questa impresa e padroneggiare la tecnologia per creare piccoli universi. Se ciò accadesse, allora non solo potrebbe spiegare l'origine del nostro universo, ma suggerirebbe anche che un universo come il nostro>> non sia <<stato selezionato perché esistessimo in esso - come suggerito dal ragionamento antropico convenzionale - ma piuttosto, è stato selezionato in modo tale da dare origine a civiltà molto più avanzate di noi>>. 

Insomma, siffatta creatura ( = una civiltà più avanzata) avrebbe creato <<il nostro universo>> internamente ad un più ampio universo, ovviamente quest’ultimo non creato da tale civiltà, altrimenti essa avrebbe altresì creato se stessa nel mentre che creava l’universo in cui risiedeva.  

E allora che senso potrà mai avere supporre che <<il nostro universo>> sia stato creato in un qualche laboratorio, se poi il problema della creazione si ripropone pari pari per quella stessa presunta civiltà tecnologicamente avanzata?

Siccome Avi Loeb ambisce a <<spiegare l'origine del nostro universo>> ricorrendo a qualcosa il quale, al pari di noi, necessita della medesima spiegazione, finendo per rincorrere indefinitamente una Creazione che non potrà mai raggiungere poiché ha aprioristicamente estromesso Dio soppiantandoLO con una creatura, allora la sua tesi, in realtà, non spiega niente, perché trasferisce in una sperata/creduta civiltà tecnologicamente avanzata una ‘spiegazione’ che per tale civiltà non può valere…

Inoltre, non si può sottacere come anche in questa ipotesi, secondo la quale

<<il nostro universo [cioè noi] non è stato selezionato perché esistessimo in esso>> bensì <<è stato selezionato [sic!] in modo tale da dare origine a civiltà molto più avanzate di noi>>,

si evidenzi un certo disprezzo per l’essere umano, essendo tale ipotesi tutta sbilanciata a favore di supposte <<civiltà molto più avanzate di noi>> ove queste, considerate da Avi Loeb come i <<"bambini più intelligenti nel nostro blocco cosmico">>, <<sono in grado di sviluppare la tecnologia necessaria per produrre universi baby - sono i motori del processo di selezione cosmico darwiniano>>”!

l’antica promessa è ormai di prossima realizzazione:

<<eritis sicut Deus>> (Genesi 3,5)…


Roberto Fiaschi

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