Dalla
pagina https://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2013/07/ancora-in-tema-di-spiritualita-laica.html, riporto il seguente post del 2013 intitolato:
<<Ancora
in tema di Spiritualità Laica - "Religioni = Prigioni">>.
Autore
Paolo D’Arpini (d’ora in poi: PDA).
Esso
recita:
<<Recentemente
è ripresa la discussione sull’insegnamento religioso, in forma di "Storia
delle Religioni" nelle scuole di Stato. E’ naturale che le istituzioni
religiose difendano a spada tratta la loro materia, che assicura una
retribuzione sicura a tanti preti, rabbini e mullah e che garantisce
un’indubbia egemonia ideologico-politica. E’ meno naturale che quest’ora sia
difesa come “spazio di libertà”. Indubbiamente quando entrano in gioco
certi interessi le parole volano, troppo spesso sganciate dal loro
significato. Personalmente sono favorevole all’insegnamento del
pensiero filosofico laico, collegato alla cosiddetta "Spiritualità
laica" o Biospiritualità, basata sulla conoscenza di Sé e sulla propria
natura, e non su testi e romanzi inventati, questa è la prima ed unica forma di
religiosità che ha promosso lo sviluppo della società umana nel suo complesso.
Vedi ad esempio la funzione evolutiva svolta da filosofie come quella Platonica
e Socratica, lo Zen, il Taoismo e l'Advaita Vedanta (non-dualismo) ma
vorrei che quest’insegnamento fosse reale, non fittizio. Infatti troppo spesso
l’insegnante religioso sviluppa il suo programma "teorico" magari impartendo "educazione
sessuale" (in forma pseudo tantrica) o lezioncine a sfondo
etico/moralistico (roba per "innocenti"). L'insegnante deve essere
qualificato nell'esperienza del Sé e non dal sapere accumulato sui testi. Così
avveniva infatti nelle scuole Zen, ad esempio, in cui non era possibile
insegnare se non si era sperimentato il Satori. Le religioni sono una
zavorra inutile. Eppure talvolta occorre analizzarle per lo meno allo scopo
di ridimensionarle a quel che realmente sono: favole necessarie all'infanzia! In
questo momento storico in cui assistiamo ad uno scontro ideologico fra varie
culture, e sovente mi son trovato a mediare le opposte visioni e le opposizioni
che si creano fra esseri umani. La tendenza è sempre quella di separare nel
nome di una ideologia, di una religione. Ciò che avviene in medio oriente fra
ebrei e musulmani, avviene anche nel resto del mondo, le contrapposizioni
ideologiche si manifestano a livello planetario. Buddisti contro scintoisti,
cattolici contro ortodossi, destri contro sinistri, etc. etc. In Italia oggi
c’è un grande fermento pseudo-religioso, da una parte alcuni si arroccano sulla
difesa del cattolicesimo come ultima ratio di civiltà, altri fanno di tutto per
dimostrare che invece è proprio lì il marcio, altri ancora si rivolgono a
religioni più soft e ragionevoli o verso lo yoga o tendenze new age e
neopagane. Di queste nuove espressioni di pensiero ne abbiamo già discusso in
precedenza, ed io cerco sempre di accogliere tutto bonariamente con spirito
laico e sincretico, ma oggi mi è capitato di dover rispondere ad una email
collettiva un po’ delirante in cui le accuse verso le religioni monoteiste
erano anche motivo di separazione razziale e di spaccatura nel significato di
comune appartenenza della specie umana, che spesso è il discorso anche di
parecchi atei o cosiddetti “razionalisti”. Ricordo che tempo addietro nel
nostro gruppo teatrale, il Cinabro di Calcata, stavamo facendo le prove di tre
atti unici di Jean Tardieu, un autore dell’assurdo, ed io mi trovavo a dover
incarnare la parte folle e pretenziosa di un professore che ha fatto
dell’istruzione libresca e della cultura una sorta di roccaforte per ergersi al
di sopra dell’umanità… Questo succede a tutti coloro che si arrogano il diritto
di insegnare un “loro” vangelo ed è ciò che fanno pedantemente tutti gli
assuntori di una religione od ideologia, i padri della chiesa, i maestri della
fede ed i docenti supremi della verità.
Ecco
la mia riposta ai professori della fede:
Cari
professori, non sarete mica fessi (nel senso di spaccati), spero..!
Queste
idee separative della specie umana, basate su un pensiero, su un concetto
religioso, non hanno senso alcuno, come si può separare quello che non è mai
stato diviso dalla natura e non è nemmeno divisibile? Prendete un cristiano, se
lo accoppiate con un’animista prolificano; prendete una ebrea, se la accoppiate
con un taoista, prolificano; prendete un musulmano se lo accoppiate con una
atea, prolificano…. Tra l’altro i musulmani, che sono furbi, l’avevano già
affermato “indirettamente” che non c’è differenza alcuna, infatti hanno
insegnato che tutti i figli nati da un musulmano sono musulmani (anche se hanno
un genitore diverso) e tutte le donne che si accoppiano con un musulmano
vengono assorbite nella “religione”. Le religioni e le fedi son solo etichette
messe lì da furbi “speculatori” per creare scompiglio fra gli uomini,
soprattutto fra quelli che amano pensare in termini separativi…. e che non
hanno nient’altro da fare se non vedere differenze fra se stessi e gli altri…
ed in questo ovviamente sono bravissimi anche i cristiani, i musulmani, gli
ebrei, i nazisti, i comunisti, i flippatisti… e tutti quelli che spaccano
l’umanità in nome di un “nome”. Coraggio….. Esseri Umani.
Paolo
D’Arpini>>.
***
Come
si può constatare, l’obiettivo critico di PDA sono le <<"Religioni
=
Prigioni">> nonché, conseguentemente, l’<<insegnamento
religioso, in forma di "Storia delle Religioni" nelle scuole di Stato>>.
Di
contro a ciò, egli si dichiara <<favorevole all’insegnamento del
pensiero filosofico laico, collegato alla cosiddetta "Spiritualità
laica" o Biospiritualità, basata sulla conoscenza di Sé e sulla propria
natura, e non su testi e romanzi inventati>> giacché, per PDA, le
<<religioni sono una zavorra inutile>>, sebbene siano state <<favole
necessarie all'infanzia!>>
Tutto
ciò per scongiurare ogni <<scontro ideologico fra varie culture>>
che altro non fa che <<creare scompiglio fra gli uomini, soprattutto
fra quelli che amano pensare in termini separativi…. e che non hanno
nient’altro da fare se non vedere differenze fra se stessi e gli altri…>>
Da
qui, il suo RIMEDIO consisterebbe nell’insegnamento del <<pensiero
filosofico laico, collegato alla cosiddetta "Spiritualità laica" o
Biospiritualità, basata sulla conoscenza di Sé e sulla propria natura>>…
Tuttavia
qui, PDA sta CONTRAPPONENDO
alle religioni ed alle fedi UN’ALTRA religione ed UN’ALTRA fede, sebbene
dichiarata <<laica>>, quasi per volersi smarcare dal
concetto di religione e di fede.
Egli
potrebbe ribattere che NO, non trattasi di religione e di fede, bensì di un
percorso a-dogmatico ed esperienziale indirizzato alla <<conoscenza di
Sé>> e della <<propria natura>>, senza perciò passare
dall’<<istruzione libresca>> quale <<roccaforte per
ergersi al di sopra dell’umanità>>.
E
come potremmo mai accingerci a tale <<conoscenza di Sé>>, se
non cominciando con un indispensabile ATTO DI FEDE nei confronti non solo del proprio
insegnate/Guru, qualora ve ne fosse uno, ma anche nei confronti della semplice POSSIBILITÀ
DI CONSEGUIRE una simile conoscenza?
Senza
FEDE (‘fides
qua’) non si muove neppure un passo, nemmeno verso una <<spiritualità
laica>>…
Naturalmente
PDA ha un APPARENTE ( = illusorio) buon gioco a ridurre le religioni e le fedi al
rango di <<istruzione libresca>> o di <<etichette
messe lì da furbi “speculatori” per creare scompiglio fra gli uomini>>;
ha buon gioco per le orecchie che già la pensano come lui, ma è del tutto palese
come tale indebita riduzione sia frutto di una ben precisa interpretazione
faziosa nonché <<ideologico-politica>> volta a legittimare
la SUA FEDE
nel valore UNIVERSALE e METAFISICO-ONTOLOGICO della SUA esperienza della
<<conoscenza di Sé>>.
Proseguendo,
egli osserva che l’<<insegnante deve essere qualificato
nell'esperienza del Sé e non dal sapere accumulato sui testi>>.
Si
evince abbastanza facilmente come sia lo stesso PDA a ritenersi qualificato per
tale insegnamento, giacché egli ci racconta (nella stessa pagina in esame):
<<La
coscienza non può essere spiegata solo in termini di funzionamento fisiologico
e sicuramente possiede una sua propria natura e realtà. L'osservato non è mai
scisso dall'osservatore, l'immagine non può sostituirsi alla sostanza. L'individuazione
mentale delle forme e dei nomi non basta a completare il quadro della vita
dandogli un'interezza. Perciò alla ricerca di una matrice comune, a se stante
ed allo stesso tempo onnicomprensiva, alla ricerca di una matrice
comune, a se stante ed allo stesso tempo onnicomprensiva, mi sono interrogato
ed ho indagato sulla natura di colui che si interroga. Ho chiamato questo
riflettere sulla riflessione: Spiritualità Laica. Il mio percorso verso la realizzazione
dell'unitarietà della vita è iniziato nel 1973, durante una profonda esperienza
"spirituale" ottenuta alla presenza del mio Maestro Swami
Muktananda. Da quel momento imparai a riconoscere l'ambiente, le persone, tutto
ciò che si manifesta nel mondo, come una proiezione della stessa coscienza.
Coscienza e materia non sono separati. In considerazione di ciò la mia vita
assunse nuovo significato e non vedendo divisione fra l'io e l'altro anche il
mio agire si uniformò a questa consapevolezza. Tutto si manifesta in ogni
singola parte e ogni parte compartecipa al tutto. In seguito trovai che questa
percezione aveva una somiglianza anche con le descrizioni del sentire bioregionale
e dell'ecologia profonda. Mettere in pratica questo sentire olistico è lo
spontaneo risultato di quella esperienza iniziale, ma non è un sentiero
tracciato, è essenzialmente una capacità di rispondere alle diverse situazioni
nel modo più adeguato senza dover ricorrere al costruito basato sulla memoria.
Non che la memoria diventi inutile o dannosa, anzi acquista nuovo significato
in considerazione dell'arricchimento che essa ne riceve ad ogni nuova
esperienza, senza dover sottostare all'obbligo di una corresponsione con
esperienze precedenti, in modo che non sia una trappola nella quale restare
invischiati. Il riciclaggio della memoria è la capacità di recuperare in altre
forme quei modi che servirono alla soddisfazione di altre e diverse esperienze
e situazioni. Non quindi memoria nella ripetitività del discorso ma
nell'accrescimento della capacità di risposta. Inutile cercare di dare
dettagliate spiegazioni.. si potrebbe solo definire: capacità di crescita>>.
Insomma, gli studenti <<nelle scuole di Stato>> (ma,
presumo, via via tutta l’umanità confliggente) dovrebbero esser messi nella
condizione di conseguire quella <<profonda esperienza
"spirituale">> realizzata da PDA, <<verso la
realizzazione dell'unitarietà della vita>>.
Ma,
anche qui, NON si può fare a meno di notare come la deriva da lui attribuita con sicumera a
<<tutti
gli assuntori di una religione od ideologia>>, ai <<padri
della chiesa>>(!), ai <<maestri della fede>>(!)
nonché ai <<docenti supremi della verità>>(!), si RITORCA
CONTRO DI LUI il quale, invece, si crede estraneo a tutto ciò in nome della sua
privilegiata <<profonda esperienza "spirituale">>
e che perciò lo legittimerebbe ad <<ergersi al di sopra dell’umanità>> ancora
retrivamente invischiata nelle religiose/ideologiche contrapposizioni,
offrendosi, egli, quale vero antidoto contro <<tutti coloro che si arrogano
il diritto di insegnare un “loro” vangelo>> giacché, nel suo caso, il
<<vangelo>> di cui PDA predica l’insegnamento, non potrà
che esser costituito dalla SUA e ripeto S-U-A personalissima (di contro ad <<un
“loro” vangelo>>)
<<profonda esperienza "spirituale">>.
ATTENTI
ai Guru in vesti
umanitarie!
Roberto
Fiaschi
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