giovedì 18 giugno 2026

202)- QUALE DIO: «TEISTA», OPPURE «NON-TEISTA»?

Dal punto di vista cristiano, L’UNO L’ALTRO, perché nel Cristianesimo vige un (o meglio: IL) PANENTEISMO TRINITARIO.

Qui, però, FINGERÒ che il <<teismo classico>> coincida col Dio del Cristianesimo.

Pertanto, mi limiterò a riportare le parti salienti, via via commentandole, di un articolo favorevole al Dio non-teista, scritto da Martin Thielen (d’ora in poi: MT), <<pastore metodista in pensione, autore di bestseller ed ex pastore di una mega-chiesa>>, reperibile al link: https://progressivechristianity.org/resource/the-god-i-do-believe-in-part-ii/ (Progressive Christianity), per saggiare la consistenza del cosiddetto Dio non-teista.

Esso è intitolato: <<IL DIO IN CUI CREDO – PARTE II>> (15 dicembre 2025).

Scrive MT:

<<La maggior parte dei cristiani in tutto il mondo continua ad affermare la fede in un Dio personale e onnipotente che si prende cura del mondo in modo provvidenziale, interviene in modo soprannaturale, esaudisce le preghiere e compie miracoli. In breve, la maggior parte delle persone di fede aderisce ancora al teismo classico. E io rispetto chi sostiene questa visione storica ortodossa. L'ho condivisa anch'io per molti anni, e ha soddisfatto molte esigenze importanti della mia vita>>.

Mi pare che la rappresentazione del Dio-teista disegnata da MT sia piuttosto GROSSOLANA e del tutto IGNARA delle innumerevoli discussioni teologiche presenti e passate. Dopo un simile ritratto del Dio teista ai limiti del caricaturale, che MT ritiene coincidere (ERRANDO!) sostanzialmente con il Dio dei CRISTIANI, egli passa a descrivere le ragioni che lo hanno spinto ad abbandonarlo in favore del Dio non-teista.

MT:

<<Tuttavia, per me (e per un numero crescente di altre persone), questi antichi concetti teistici su Dio sono diventati impossibili da credere nel mondo moderno. Per citare il compianto vescovo John Shelby Spong: "Il cuore non può adorare ciò in cui la mente non può credere">>.

E quale sarà quel Dio a cui <<la mente non può credere>>?

La mente forse CONOSCE già come Dio debba essere affinché possa credervi?

Ma, qualora lo CONOSCESSE già, che bisogno avrebbe di CREDERVI?

Insomma, la mente pretenderebbe, di volta in volta, un Dio ADEGUATO alle sue (della mente) capacità, e quindi un Dio ad IMMAGINE e SOMIGLIANZA della mente umana, un suo prodotto onde potersi rispecchiare e quindi, alla fine, identificarvisi. 

In sostanza, l'ennesima riedizione della celebre promessa:

Eritis sicut Deus...

MT:

<<Dopo decenni di dubbi, riflessioni, meditazioni e studi, non credo più nel Dio dei dogmi del IV secolo o della teologia sistematica ortodossa. Il Dio in cui credo è molto meno definibile e prevedibile. Invece di concepire Dio come una divinità personale, simile all'uomo e soprannaturale, lo immagino come lo Spirito misterioso, creativo, connettivo, evolutivo, intelligente, vitale, energetico e animatore dell'universo. Certo, la mia visione potrebbe non essere corretta. Ma è qui che mi trovo attualmente nel mio cammino spirituale. E non sono l'unico>>.

Ciò presuppone ERRONEAMENTE che il classico Dio-teista NON sia uno <<Spirito misterioso, creativo, connettivo, evolutivo, intelligente, vitale, energetico e animatore dell'universo>>, il che è ben lungi dal vero.

Lo presuppone ERRONEAMENTE sulla base di un’immagine di Dio distorta ed infantile  della quale, indubbiamente, si sono purtroppo resi responsabili troppi teologi/catechisti/predicatori…

D’altronde, ove MT scrive: <<lo immagino come […]>>, non sta forse dicendoci che il suo Dio sia fatto ad IMMAGINE, appunto, di come EGLI lo IMMAGINA?

MT:

<<Affermare un Dio non teistico richiede una grande dose di modestia teologica. Come mi disse una volta un lettore di Doubter's Parish, affermare questa visione non tradizionale di Dio è come "tuffarsi a dorso nell'inconoscibile". Con questo modello nebuloso di Dio, la certezza e la chiarezza assolute non sono possibili. Al contrario, regnano il mistero e l'ambiguità. Descrivere Dio come Spirito, forza vitale ed energetica, mi ricorda un vecchio film intitolato "Figli di un dio minore". Una scena toccante del film mostra un uomo che ascolta con gioia musica classica. Una donna sorda gli chiede di descrivere il suono della musica. Con il linguaggio dei segni e gesti interpretativi, lui fa del suo meglio, ma alla fine si arrende e dice: "Non posso". È impossibile descrivere a parole e con segni il suono della musica. È altrettanto impossibile descrivere a parole o con immagini l'aspetto di un Dio non soprannaturale e non teistico. Ed è proprio per questo che mi affascina così tanto. Come disse Sant'Agostino: "Se lo capisci, non è Dio". E come Mosè apprese presso un misterioso roveto ardente nel deserto tanto tempo fa, non si può dare a Dio un nome che lo definisca e lo limiti, rinchiuderlo in una scatola e addomesticarlo. Al contrario, lo Spirito che anima la vita dell'universo si autodefinisce come "Io sono ciò che sono".  […] Mosè dona poi agli Israeliti le tavole di pietra con i Dieci Comandamenti di Dio, ai quali si deve obbedire fedelmente. Questa visione teistica tradizionale di un Dio maschile e potente che ascolta le preghiere, compie miracoli ed esige obbedienza è ancora oggi condivisa da un gran numero di credenti. Nata nel 1977, la saga cinematografica di Star Wars ha generato più di una dozzina di film e altri spin-off. La saga di Star Wars è troppo complessa per essere riassunta qui. Ma una costante nell'universo di Star Wars è la presenza della "Forza", come nella frase "Che la Forza sia con te". Tuttavia, la Forza non è una divinità tradizionale né una religione organizzata. Il fenomeno di Star Wars può illustrare il crescente numero di persone che abbracciano espressioni di fede non tradizionali. Per loro, Dio non è un Padre celeste personale e soprannaturale, ma uno Spirito vitale/energetico che permea l'universo. Chi condivide questa visione ha abbandonato la credenza in un Dio teistico. Tuttavia, afferma ancora la fede in una spiritualità che ricerca la bontà, l'amore e la giustizia nel mondo, e desidera impegnarsi in questo nobile sforzo. In breve, io (insieme a molte altre persone) sono passato da una concezione teistica di Dio, basata sui Dieci Comandamenti, a un modello non teistico, ispirato a Star Wars. Questo Dio non può essere racchiuso in uno schema predefinito e compreso appieno. Al contrario, questa visione di Dio implica molta ambiguità e incertezza>>.

Dopodiché, MT passa ad enunciare i <<PUNTI DI FORZA DELLA TEOLOGIA NON TEISTICA

<<Ogni modello teologico ha punti di forza e di debolezza. Questo vale certamente anche per una concezione non teistica di Dio come forza vitale/energia. Ora ne esaminerò alcuni. Da un lato, questa visione presenta molti aspetti positivi. Innanzitutto, è credibile nell'era scientifica moderna. Per un numero crescente di persone, credere in un Dio teistico tradizionale, personale, sovrumano e interventista che controlla il mondo è come credere alla fatina dei denti, al coniglietto pasquale e a Babbo Natale. Una visione non teistica, almeno per molti, ha una sua validità intellettuale. Appare loro più reale, onesta e autentica. Molti sostenitori di questa visione ne apprezzano lo spirito non esclusivo. Un Dio non tradizionale non è limitato a una specifica tradizione religiosa. Le persone non devono scegliere tra cristianesimo, ebraismo, islam, induismo, buddismo o una fede più orientata all'umanesimo. Un Dio non teistico può "operare" in qualsiasi tradizione religiosa o anche in nessuna. Come cristiano non tradizionale che cerca comunque di seguire Gesù, per me funziona certamente. Si potrebbero aggiungere molti altri aspetti positivi. Ad esempio, una visione non teistica di Dio permette alle persone di lasciar andare la rabbia verso Dio per non essere intervenuto provvidenzialmente per alleviare la sofferenza. Un Dio non teistico non interviene e non può intervenire nel mondo. Non è questo ciò che un Dio non teistico è o ciò che fa. Invece di essere un Dio interventista "soprannaturale", un Dio non teistico è un Dio "soprannaturale" che abita e anima il mondo naturale>>.

Quindi, la domanda è:

DAVVERO la <<visione non teistica di Dio è l'unica soluzione ragionevole che vedo al gigantesco problema teologico della sofferenza>>?

Premesso che la fede in Dio (teista o meno), NON si pone mai come una <<soluzione ragionevole al gigantesco problema teologico della sofferenza>>, giacché Dio non offre SOLUZIONI TEORETICHE bensì indicazioni per la vita (terrena ed eterna).

Ciò detto, per rispondere alla suddetta domanda, bisogna ripercorrere i (reali o presunti) <<PUNTI DI FORZA DELLA TEOLOGIA NON TEISTICA>> ed i suoi <<molti aspetti positivi>> elencati da MT.

Rivediamoli:

1)- il Dio non-teista sarebbe <<credibile nell'era scientifica moderna. Per un numero crescente di persone, credere in un Dio teistico tradizionale, personale, sovrumano e interventista che controlla il mondo è come credere alla fatina dei denti, al coniglietto pasquale e a Babbo Natale>>.

Peccato che una CREDIBILITÀ posta al traino della scienza moderna sia destinata a CROLLARE allorquando la scienza MODIFICHERÀ le proprie teorie ed i propri paradigmi…

Inoltre, MT finora NON ha precisato QUALI sarebbero i <<punti di forza>> intrinseci all’esser non-PERSONALE, non-SOVRUMANO e non-INTERVENTISTA rispetto all’esser PERSONALE, SOVRUMANO (che vorrà dire?) e INTERVENTISTA, per cui mi aspetto di reperir la loro critica proseguendo nella lettura del suo articolo.

Per quanto invece riguarda l’equiparazione di Dio alla <<fatina dei denti, al coniglietto pasquale e a Babbo Natale>>, tutto ciò dipende dall’educazione teologica intrapresa, e certamente chi fa tale equiparazione NON ha verosimilmente speso una sola ora a studiare l’A-B-C della teologia e della filosofia, essendosi ben più probabilmente accontentato dei più immediati luoghi comuni orecchiati da ‘catechismi’ altrettanto poco accorti…

2)- Il Dio non-teista possiederebbe uno <<spirito non esclusivo. Un Dio non tradizionale non è limitato a una specifica tradizione religiosa. Le persone non devono scegliere tra cristianesimo, ebraismo, islam, induismo, buddismo o una fede più orientata all'umanesimo. Un Dio non teistico può "operare" in qualsiasi tradizione religiosa o anche in nessuna. Come cristiano non tradizionale che cerca comunque di seguire Gesù, per me funziona certamente>>.

No, il Dio non-teistico NON può non ESCLUDERE quelle teologie ove vige il Dio-teistico, tanto quanto lo stesso termine “non-teismo” ESCLUDE (NEGA) il significato di “teismo”, giacché la loro INCOMPATIBILITÀ è manifesta, altrimenti MT NON avrebbe abbandonato il Dio-teistico per abbracciare il Dio non-teistico, per cui NEMMENO il Dio non-teista può accampare la pretesa di possedere uno <<spirito non esclusivo>>.

Egli afferma che <<Come cristiano non tradizionale che cerca comunque di seguire Gesù, per me funziona certamente>> sì, ma A PAROLE: di fatto, ripeto, egli ha ABBANDONATO ( = ESCLUSO!) il Dio-teistico a favore di una concezione non-teistica, altrimenti non avrebbe scritto una sola parola di questo articolo…

Non a caso MT ha affermato (ingenuamente) che il Dio non-teista sia l’<<UNICA soluzione ragionevole>>!

Se infatti essa è l’UNICA, allora vuol dire che ESCLUDE tutte le altre!

3)- Secondo MT: <<una visione non teistica di Dio permette alle persone di lasciar andare la rabbia verso Dio per non essere intervenuto provvidenzialmente per alleviare la sofferenza. Un Dio non teistico non interviene e non può intervenire nel mondo. Non è questo ciò che un Dio non teistico è o ciò che fa. Invece di essere un Dio interventista "soprannaturale", un Dio non teistico è un Dio "soprannaturale" che abita e anima il mondo naturale>>. 

Ma ANIMARE <<il mondo naturale>> da parte del Dio non-teistico che cosa significa?

ANIMARLO senza INTERVENIRE in esso?

E come si può ANIMARE qualcosa senza che ciò implichi l’INTERVENTO della stessa ANIMAZIONE?

Se il Dio non-teistico <<abita e anima il mondo naturale>>, vorrà dire che esso VI INTERVIENE costantemente! 

Ricordiamo, infine, come lo stesso MT più sopra abbia scritto:

<<i non teisti vogliono tornare all'immagine originaria di Dio come Spirito universale misterioso, unificante, vitale, energetico e animatore>>.

Ciò non riconferma, forse, che il Dio non-teista INTERVENGA continuamente in quanto esso è <<energetico e animatore>> dell’intero universo?

A questo punto, constato quanto i TRE surriportati <<PUNTI DI FORZA DELLA TEOLOGIA NON TEISTICA>> siano, in realtà, tre banalissimi <<PUNTI>> di nessun peso, privi della benché minima <<FORZA>> persuasiva, oltre che teologicamente risibili…

Ma proseguiamo con la lettura di MT:

<<Una visione non teistica di Dio è l'unica soluzione ragionevole che vedo al gigantesco problema teologico della sofferenza. In un mondo di sofferenza brutale e schiacciante (sia nel mondo naturale che nella storia umana), un Dio onnipotente, onnisciente, soprannaturale e interventista è semplicemente incredulo per un gran numero di persone. Se quel Dio esistesse, il mondo sarebbe drasticamente diverso da come appare. Bastano poche sere passate a guardare il telegiornale per rendermi conto, almeno a me, che un Dio teistico non esiste. Per i non tradizionalisti come me, l'unica soluzione praticabile al problema della sofferenza (oltre all'ateismo) è adottare una visione non teistica di Dio>>.

Peccato, però, che MT NON ci dica in che cosa consista la sua <<unica soluzione ragionevole […] al gigantesco problema teologico della sofferenza>>.

Si limita ad asserirla, ma NON ne argomenta le ragioni.

Infatti, IN CHE MODO il Dio non-teistico sarebbe <<l'unica soluzione praticabile al problema della sofferenza>>?

Esso lascia la sofferenza non solo del tutto INTATTA, ma NON riesce neppure ad offrirsi quale sua <<soluzione ragionevole>> , tantomeno, come SPERANZA redentiva!

Anzi, PEGGIO:

in un universo permeato dal Dio non-teista, la sofferenza non potrà che essere CONNATURATA a quel Dio, tutt’UNO con esso, in quanto tale Dio _ dice MT _, <<abita e anima il mondo naturale>> essendo, di questo, lo <<Spirito universale misterioso, unificante, vitale, energetico e animatore>>!

Quindi, come non pensare che il Dio non-teista ANIMI anche le infinite sofferenze del mondo di cui esso è appunto l’<<animatore>> per eccellenza?   

Quindi: PERCHÉ ritenerla l’unica soluzione RAGIONEVOLE?

Forse perché non trattasi di un Dio-teistico che, potendo intervenire per eliminarla, non interviene?

Ma MT ha riflettuto sul PERCHÉ della sofferenza non-tolta di Gesù in croce?

Sul Suo grido oserei dire ATEO di disperazione e d’angoscia?

Temo di no…

Comunque, più sopra MT aveva osservato che il suo Dio <<non può essere racchiuso in uno schema predefinito e compreso appieno. Al contrario, questa visione di Dio implica molta ambiguità e incertezza>>.

Non solo, ma ha menzionato anche Sant’Agostino:

<<Se lo capisci, non è Dio>>!

Bene, ma allora perché parla continuamente del Dio non-teista come dell’<<unica soluzione RAGIONEVOLE>>?

Se il suo Dio è RAGIONEVOLE, come egli pretende, allora NON è il vero Dio…

Leggiamo ancora MT:

<<Questa visione teologica [non-teista] del mondo ricorda inoltre che un Dio teistico tradizionale non risolverà i problemi del mondo>>;

e CHI lo ha mai preteso?

Che mi risulti, solo i Testimoni di Geova ed affini…

MT:

<<Piuttosto, spetta a noi affrontare sfide urgenti come il cambiamento climatico, la violenza, il razzismo e la povertà. La convinzione che uno Spirito vitale avvolga e connetta l'intero universo fornisce un imperativo morale per agire in tal senso. In breve, siamo davvero i custodi dei nostri fratelli e sorelle (e del pianeta). Pertanto, una visione non teistica di Dio offre una forte motivazione a impegnarsi in un servizio compassionevole e nella giustizia sociale, che rappresenta uno dei suoi principali punti di forza>>.

Ma tutto questo è perfettamente noto, consaputo nonché attribuibile anche ai credenti del Dio-teista, e ben PRIMA che MT non solo scrivesse questo articolo, ma da MOLTO PRIMA che egli nascesse!

***

IN CONCLUSIONE:

indubbiamente nella teologia cristiana il LINGUAGGIO deve costantemente RIPENSARSI rendendosi comprensibile all’essere umano di oggi; deve sì abbandonare le antiche concezioni cosmologiche ma, al contempo, NON deve abbracciare acriticamente le attuali come se fossero verità indiscutibili, ultime e definitive, come ingenuamente mi pare che faccia MT.

Va da sé, però, che passare ad un Dio non-teista è una precisa scelta di campo, che nulla ha a che vedere con il linguaggio né con la presunta estromissione del Dio del Cristianesimo (che NON è il Dio teista malamente tratteggiato da MT) da parte di chissà quale scienza.

Ammettendo di esser <<passato da una concezione teistica di Dio, basata sui Dieci Comandamenti, a un modello non teistico, ispirato a Star Wars>>, MT sarà verosimilmente fautore di un universo permeato da un Dio non-teistico quale ANIMATORE di un perenne stato generalizzato di GUERRA tra le forze del bene e del male che caratterizza il nostro mondo; ciò comporta che questo suo Dio si costituisca altresì come l’ANIMATORE della SOFFERENZA stessa (altrimenti DONDE?) la quale, in nome del Dio non-teistico, MT dice di voler combattere (impegnandosi <<in un servizio compassionevole e nella giustizia sociale>>) trovandosi, perciò, a combattere CONTRO il suo stesso 'Dio'…

Auguri!

 

Roberto Fiaschi

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