mercoledì 10 giugno 2026

199)- «SPIRITUALITÀ LAICA» VS «RELIGIONI = PRIGIONI»?

 

Dalla pagina https://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2013/07/ancora-in-tema-di-spiritualita-laica.html, riporto il seguente post del 2013 intitolato:

<<Ancora in tema di Spiritualità Laica - "Religioni = Prigioni">>.

Autore Paolo D’Arpini (d’ora in poi: PDA).

Esso recita:

<<Recentemente è ripresa la discussione sull’insegnamento religioso, in forma di "Storia delle Religioni" nelle scuole di Stato. E’ naturale che le istituzioni religiose difendano a spada tratta la loro materia, che assicura una retribuzione sicura a tanti preti, rabbini e mullah e che garantisce un’indubbia egemonia ideologico-politica. E’ meno naturale che quest’ora sia difesa come “spazio di libertà”. Indubbiamente quando entrano in gioco certi interessi le parole volano, troppo spesso sganciate dal loro significato. Personalmente sono favorevole all’insegnamento del pensiero filosofico laico, collegato alla cosiddetta "Spiritualità laica" o Biospiritualità, basata sulla conoscenza di Sé e sulla propria natura, e non su testi e romanzi inventati, questa è la prima ed unica forma di religiosità che ha promosso lo sviluppo della società umana nel suo complesso. Vedi ad esempio la funzione evolutiva svolta da filosofie come quella Platonica e Socratica, lo Zen, il Taoismo e l'Advaita Vedanta (non-dualismo) ma vorrei che quest’insegnamento fosse reale, non fittizio. Infatti troppo spesso l’insegnante religioso sviluppa il suo programma "teorico" magari impartendo "educazione sessuale" (in forma pseudo tantrica) o lezioncine a sfondo etico/moralistico (roba per "innocenti"). L'insegnante deve essere qualificato nell'esperienza del Sé e non dal sapere accumulato sui testi. Così avveniva infatti nelle scuole Zen, ad esempio, in cui non era possibile insegnare se non si era sperimentato il Satori. Le religioni sono una zavorra inutile.  Eppure talvolta occorre analizzarle per lo meno allo scopo di ridimensionarle a quel che realmente sono: favole necessarie all'infanzia! In questo momento storico in cui assistiamo ad uno scontro ideologico fra varie culture, e sovente mi son trovato a mediare le opposte visioni e le opposizioni che si creano fra esseri umani. La tendenza è sempre quella di separare nel nome di una ideologia, di una religione. Ciò che avviene in medio oriente fra ebrei e musulmani, avviene anche nel resto del mondo, le contrapposizioni ideologiche si manifestano a livello planetario. Buddisti contro scintoisti, cattolici contro ortodossi, destri contro sinistri, etc. etc. In Italia oggi c’è un grande fermento pseudo-religioso, da una parte alcuni si arroccano sulla difesa del cattolicesimo come ultima ratio di civiltà, altri fanno di tutto per dimostrare che invece è proprio lì il marcio, altri ancora si rivolgono a religioni più soft e ragionevoli o verso lo yoga o tendenze new age e neopagane. Di queste nuove espressioni di pensiero ne abbiamo già discusso in precedenza, ed io cerco sempre di accogliere tutto bonariamente con spirito laico e sincretico, ma oggi mi è capitato di dover rispondere ad una email collettiva un po’ delirante in cui le accuse verso le religioni monoteiste erano anche motivo di separazione razziale e di spaccatura nel significato di comune appartenenza della specie umana, che spesso è il discorso anche di parecchi atei o cosiddetti “razionalisti”. Ricordo che tempo addietro nel nostro gruppo teatrale, il Cinabro di Calcata, stavamo facendo le prove di tre atti unici di Jean Tardieu, un autore dell’assurdo, ed io mi trovavo a dover incarnare la parte folle e pretenziosa di un professore che ha fatto dell’istruzione libresca e della cultura una sorta di roccaforte per ergersi al di sopra dell’umanità… Questo succede a tutti coloro che si arrogano il diritto di insegnare un “loro” vangelo ed è ciò che fanno pedantemente tutti gli assuntori di una religione od ideologia, i padri della chiesa, i maestri della fede ed i docenti supremi della verità.

Ecco la mia riposta ai professori della fede:

Cari professori, non sarete mica fessi (nel senso di spaccati), spero..!

Queste idee separative della specie umana, basate su un pensiero, su un concetto religioso, non hanno senso alcuno, come si può separare quello che non è mai stato diviso dalla natura e non è nemmeno divisibile? Prendete un cristiano, se lo accoppiate con un’animista prolificano; prendete una ebrea, se la accoppiate con un taoista, prolificano; prendete un musulmano se lo accoppiate con una atea, prolificano…. Tra l’altro i musulmani, che sono furbi, l’avevano già affermato “indirettamente” che non c’è differenza alcuna, infatti hanno insegnato che tutti i figli nati da un musulmano sono musulmani (anche se hanno un genitore diverso) e tutte le donne che si accoppiano con un musulmano vengono assorbite nella “religione”. Le religioni e le fedi son solo etichette messe lì da furbi “speculatori” per creare scompiglio fra gli uomini, soprattutto fra quelli che amano pensare in termini separativi…. e che non hanno nient’altro da fare se non vedere differenze fra se stessi e gli altri… ed in questo ovviamente sono bravissimi anche i cristiani, i musulmani, gli ebrei, i nazisti, i comunisti, i flippatisti… e tutti quelli che spaccano l’umanità in nome di un “nome”. Coraggio….. Esseri Umani.

Paolo D’Arpini>>.

***

Come si può constatare, l’obiettivo critico di PDA sono le <<"Religioni = Prigioni">> nonché, conseguentemente, l’<<insegnamento religioso, in forma di "Storia delle Religioni" nelle scuole di Stato>>.

Di contro a ciò, egli si dichiara <<favorevole all’insegnamento del pensiero filosofico laico, collegato alla cosiddetta "Spiritualità laica" o Biospiritualità, basata sulla conoscenza di Sé e sulla propria natura, e non su testi e romanzi inventati>> giacché, per PDA, le <<religioni sono una zavorra inutile>>, sebbene siano state <<favole necessarie all'infanzia!>>

Tutto ciò per scongiurare ogni <<scontro ideologico fra varie culture>> che altro non fa che <<creare scompiglio fra gli uomini, soprattutto fra quelli che amano pensare in termini separativi…. e che non hanno nient’altro da fare se non vedere differenze fra se stessi e gli altri…>>

Da qui, il suo RIMEDIO consisterebbe nell’insegnamento del <<pensiero filosofico laico, collegato alla cosiddetta "Spiritualità laica" o Biospiritualità, basata sulla conoscenza di Sé e sulla propria natura>>…

Tuttavia qui, PDA sta CONTRAPPONENDO alle religioni ed alle fedi UN’ALTRA religione ed UN’ALTRA fede, sebbene dichiarata <<laica>>, quasi per volersi smarcare dal concetto di religione e di fede.

Egli potrebbe ribattere che NO, non trattasi di religione e di fede, bensì di un percorso a-dogmatico ed esperienziale indirizzato alla <<conoscenza di Sé>> e della <<propria natura>>, senza perciò passare dall’<<istruzione libresca>> quale <<roccaforte per ergersi al di sopra dell’umanità>>.

E come potremmo mai accingerci a tale <<conoscenza di Sé>>, se non cominciando con un indispensabile ATTO DI FEDE nei confronti non solo del proprio insegnate/Guru, qualora ve ne fosse uno, ma anche nei confronti della semplice POSSIBILITÀ DI CONSEGUIRE una simile conoscenza?

Senza FEDE (‘fides qua’) non si muove neppure un passo, nemmeno verso una <<spiritualità laica>>…

Naturalmente PDA ha un APPARENTE ( = illusorio) buon gioco a ridurre le religioni e le fedi al rango di <<istruzione libresca>> o di <<etichette messe lì da furbi “speculatori” per creare scompiglio fra gli uomini>>; ha buon gioco per le orecchie che già la pensano come lui, ma è del tutto palese come tale indebita riduzione sia frutto di una ben precisa interpretazione faziosa nonché <<ideologico-politica>> volta a legittimare la SUA FEDE nel valore UNIVERSALE e METAFISICO-ONTOLOGICO della SUA esperienza della <<conoscenza di Sé>>.

Proseguendo, egli osserva che l’<<insegnante deve essere qualificato nell'esperienza del Sé e non dal sapere accumulato sui testi>>.

Si evince abbastanza facilmente come sia lo stesso PDA a ritenersi qualificato per tale insegnamento, giacché egli ci racconta (nella stessa pagina in esame):

<<La coscienza non può essere spiegata solo in termini di funzionamento fisiologico e sicuramente possiede una sua propria natura e realtà. L'osservato non è mai scisso dall'osservatore, l'immagine non può sostituirsi alla sostanza. L'individuazione mentale delle forme e dei nomi non basta a completare il quadro della vita dandogli un'interezza. Perciò alla ricerca di una matrice comune, a se stante ed allo stesso tempo onnicomprensiva, alla ricerca di una matrice comune, a se stante ed allo stesso tempo onnicomprensiva, mi sono interrogato ed ho indagato sulla natura di colui che si interroga. Ho chiamato questo riflettere sulla riflessione: Spiritualità Laica. Il mio percorso verso la realizzazione dell'unitarietà della vita è iniziato nel 1973, durante una profonda esperienza "spirituale" ottenuta alla presenza del mio Maestro Swami Muktananda. Da quel momento imparai a riconoscere l'ambiente, le persone, tutto ciò che si manifesta nel mondo, come una proiezione della stessa coscienza. Coscienza e materia non sono separati. In considerazione di ciò la mia vita assunse nuovo significato e non vedendo divisione fra l'io e l'altro anche il mio agire si uniformò a questa consapevolezza. Tutto si manifesta in ogni singola parte e ogni parte compartecipa al tutto. In seguito trovai che questa percezione aveva una somiglianza anche con le descrizioni del sentire bioregionale e dell'ecologia profonda. Mettere in pratica questo sentire olistico è lo spontaneo risultato di quella esperienza iniziale, ma non è un sentiero tracciato, è essenzialmente una capacità di rispondere alle diverse situazioni nel modo più adeguato senza dover ricorrere al costruito basato sulla memoria. Non che la memoria diventi inutile o dannosa, anzi acquista nuovo significato in considerazione dell'arricchimento che essa ne riceve ad ogni nuova esperienza, senza dover sottostare all'obbligo di una corresponsione con esperienze precedenti, in modo che non sia una trappola nella quale restare invischiati. Il riciclaggio della memoria è la capacità di recuperare in altre forme quei modi che servirono alla soddisfazione di altre e diverse esperienze e situazioni. Non quindi memoria nella ripetitività del discorso ma nell'accrescimento della capacità di risposta. Inutile cercare di dare dettagliate spiegazioni.. si potrebbe solo definire: capacità di crescita>>.

Insomma, gli studenti <<nelle scuole di Stato>> (ma, presumo, via via tutta l’umanità confliggente) dovrebbero esser messi nella condizione di conseguire quella <<profonda esperienza "spirituale">> realizzata da PDA, <<verso la realizzazione dell'unitarietà della vita>>.

Ma, anche qui, NON si può fare a meno di notare come la deriva da lui attribuita con sicumera a <<tutti gli assuntori di una religione od ideologia>>, ai <<padri della chiesa>>(!), ai <<maestri della fede>>(!) nonché ai <<docenti supremi della verità>>(!), si RITORCA CONTRO DI LUI il quale, invece, si crede estraneo a tutto ciò in nome della sua privilegiata <<profonda esperienza "spirituale">> e che perciò lo legittimerebbe ad <<ergersi al di sopra dell’umanità>> ancora retrivamente invischiata nelle religiose/ideologiche contrapposizioni, offrendosi, egli, quale vero antidoto contro <<tutti coloro che si arrogano il diritto di insegnare un “loro” vangelo>> giacché, nel suo caso, il <<vangelo>> di cui PDA predica l’insegnamento, non potrà che esser costituito dalla SUA e ripeto S-U-A personalissima (di contro ad <<un “loro” vangelo>>) <<profonda esperienza "spirituale">>.

ATTENTI ai Guru in vesti umanitarie!

 

Roberto Fiaschi

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