Riporto la seconda
parte di un post tratto da https://pietromelis.blogspot.com/2019/07/la-vita-malattia-mortale-al-100-si.html.
Esso recita:
<<[…] bisogna
seriamente riflettere scientificamente sulla casualità determinante che ha dato origine
all'universo visibile nato casualmente
dal Big Bang (oltre il quale vi è il pluriverso). La casualità demolisce ogni disegno
intelligente dell'universo. E' casuale che la Terra si sia trovata ad una certa distanza dal sole
che ha permesso una temperatura che non fosse troppo calda come quella dei
pianeti più vicini al sole o troppo fredda come quella dei pianeti più distanti
dal sole, a incominciare da Marte, che comunque, avendo una massa, e perciò una
gravità, assai inferiore a quella della Terra, non poteva trattenere attorno a
sé un'atmosfera. E' infatti casuale
che la Terra abbia una massa a cui corrisponde una forza di gravità che ha
permesso che l'atmosfera non venisse dissipata nello spazio. Senza queste
condizioni casuali
non sarebbe mai sorta la vita sulla Terra. E poiché è unica l'origine di tutte
le forme di vita a cominciare dalla formazione dell'RNA (con una sola elica)
che ha dato origine al DNA (con doppia elica) vi è da domandarsi: perché solo
l'uomo dovrebbe avere un'anima immortale e non anche un insetto? E in quale
fase dell'evoluzione dall'australopithecus all'homo abilis, all'homo erectus e
all'homo sapiens sarebbe sorta l'anima immortale? Infine: nonostante molte
malattie dipendano da stili di vita errati, soprattutto in considerazione di
certe pessime tradizioni alimentari e dei cibi oggi prodotti industrialmente
con sostanze nocive, tuttavia vi sono più malattie che hanno un'origine
genetica che dipende da errori inseriti nella catena del DNA a causa di errori
di duplicazione delle coppie delle sue basi azotate (adenina-timina e
citosina-guanina) e a errori di trascrizione del DNA nell'mRNA che codifica i
vari tRNA (transfert) che hanno il compito di inserire un preciso
amminoacido (uno dei 20 amminoacidi) nella catena polipeptidica degli
amminoacidi costituita da un filamento di mRNA, che chiudendosi dà origine a
una proteina. Un'amminoacido che si posizioni in modo errato nella catena
polipeptidica (RNA ribosomiale) è la conseguenza di errori di duplicazione del
DNA e di trascrizione del DNA nell'mRNA e nel tRNA e può essere causa di
malattie nella formazione di una moleca errata. E ciò dimostra ulteriormente la
causalità della
formazione del DNA, che, formatosi imperfettamente a causa della sua casualità, è per ognuno
una sorta di orologio biologico in cui sta scritta la durata della vita. Di
fronte a queste osservazioni cadono tutte le religioni in quanto fanno appello
ad un disegno intelligente e finalistico della natura>>.
***
Come
si può constare, nel post di Pietro Melis (d’ora in poi: PM) la parola <<casualità>> e
derivati compare ben OTTO (8) volte.
Ciò
NON è <<casuale>>
bensì è frutto di <<un disegno intelligente e finalistico>>
dell’autore del post, giacché egli deve ad ogni costo sostituire la parola “Dio”
con quel suo sostituto “scientifico” (!) individuato nel “Caso”.
Per
l’assolutizzazione del Caso,
citiamo anche il biologo Jacques Monod:
<<soltanto il
caso è
all’origine di ogni novità, di ogni creazione della biosfera. Il caso puro, il solo caso, libertà assoluta ma
cieca. Non è
un’ipotesi tra le molte ma l’unica concepibile>>. (“Il caso e la
necessità”. Mondadori 1997, pag. 113).
Il
dio Caso (meglio: Demiurgo) funziona così bene per spiegare tutto, ma così tanto bene, da NON spiegare
alcunché.
Epperò
riesce a spiegare benissimo la FEDE ad esso tributata da tutti coloro che
vogliono e DEVONO vedervi il sostituto “scientifico” di Dio, ritenendo
malamente che la sua (del dio Caso) presunta scientificità sia la negazione
dell’aver FEDE in esso.
Temo
tuttavia che il dio Caso
sia un DERIVATO,
NON il Motore Originario di tutto, giacché (per Aristotele) il Caso compare
allorquando due eventi, ciascuno con il proprio scopo, si incontrano
intrecciandosi in modo inaspettato cioè CASUALE, producendo perciò un effetto non
intenzionale, appunto: CASUALE.
Insomma,
i dadi esistono
già; il Caso, POI,
li combina casualmente…
Ora,
se l’<<universo visibile>> fosse <<nato casualmente dal Big Bang>>,
come ci assicura PM, il Caso
sarà pur dovuto intervenire su alcuni eventi ad esso PRE-ESISTENTI, sì da poterli dirottare in
modo tale da produrre CASUALMENTE
una serie di effetti CASUALI
quali sarebbero il <<Big Bang>> e poi l’<<universo
visibile>>.
Ma,
se così, allora il dio Caso
arriva troppo tardi, tutto sommato arriva a conti fatti, perché esso, pur con
tutta la sua buona non-volontà di intromettersi negli eventi che lo precedono
onde scompigliarli a modo suo, NON riesce a spiegare quegli eventi stessi, per
cui, la <<casualità>>
NON <<demolisce
ogni disegno intelligente dell'universo>> bensì DEMOLISCE soltanto l’intelligenza
di coloro che CREDONO che il dio Caso abbia <<dato origine all'universo
visibile>>…
Roberto
Fiaschi
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